Roboze rafforza la propria presenza in Medio Oriente entrando nel programma Home of Innovation™ di SABIC, il centro con cui il gruppo saudita lavora allo sviluppo di tecnologie, applicazioni e collaborazioni industriali legate alla strategia di crescita manifatturiera del Paese. L’obiettivo non è soltanto portare stampanti 3D in un nuovo mercato, ma costruire un modello di produzione locale per componenti tecnici in super polimeri e materiali compositi, con particolare attenzione a settori come energia, infrastrutture, difesa, aerospazio e mobilità.
Per Roboze, azienda nata in Italia e guidata dal fondatore e CEO Alessio Lorusso, l’operazione si inserisce in una linea già avviata da tempo: spostare la stampa 3D industriale dalla fase di prototipazione alla produzione di parti funzionali, anche in contesti dove affidabilità, tracciabilità e continuità operativa sono elementi centrali. SABIC, dal canto suo, porta in dote un patrimonio di materiali, competenze chimiche e relazioni industriali che possono favorire l’adozione di soluzioni additive in filiere locali e regionali.
Perché il programma SABIC è importante
Il Home of Innovation™ non è un semplice showroom tecnologico. SABIC lo presenta come una piattaforma per collegare ricerca, mercato, aziende locali, OEM, istituzioni, università e utilizzatori industriali. La sua funzione è favorire applicazioni concrete nei settori individuati dalla National Industrial Strategy saudita, con un focus su sviluppo locale, local content e creazione di nuove capacità produttive nel Paese.
L’ingresso di Roboze in questo contesto indica una direzione precisa: usare la manifattura additiva non solo per produrre pezzi complessi, ma anche per ridurre la dipendenza da forniture estere, accorciare i tempi di approvvigionamento e digitalizzare parte degli inventari industriali. In molti impianti energetici, petrolchimici o infrastrutturali, il problema non è soltanto avere un componente performante, ma averlo disponibile quando serve, con qualità ripetibile e documentazione adeguata.
Stampa 3D di polimeri avanzati, non semplice plastica
Nel caso di Roboze, parlare di stampa 3D polimerica non significa riferirsi alla plastica comune usata in ambito desktop. L’azienda lavora su materiali ad alte prestazioni come PEEK, PEKK, Carbon PEEK, Carbon PA PRO e ULTEM™ 9085, cioè polimeri e compositi pensati per resistere a carichi meccanici, temperature elevate, ambienti aggressivi e applicazioni dove il pezzo deve durare nel tempo.
Questi materiali vengono proposti in molte applicazioni come alternativa al metallo, soprattutto quando conta ridurre peso, corrosione, tempi di lavorazione o complessità della supply chain. Non significa che ogni componente metallico possa essere sostituito automaticamente da un polimero tecnico, ma che in diversi casi il materiale composito può offrire una soluzione più adatta, soprattutto per parti non strutturali, supporti, attrezzature, maschere, componenti isolanti, condotti, parti soggette a corrosione o ricambi a bassa rotazione.
Il ruolo della produzione locale
La collaborazione con SABIC assume un significato particolare perché l’Arabia Saudita sta investendo in maniera strutturale sulla localizzazione industriale. La Saudi Vision 2030 e la National Industrial Strategy puntano a diversificare l’economia, sviluppare filiere manifatturiere interne, aumentare il contenuto locale e rafforzare i settori ad alta tecnologia.
In questo quadro, la stampa 3D industriale può diventare uno strumento operativo: non sostituisce la manifattura tradizionale, ma la integra dove servono piccole serie, componenti personalizzati, ricambi qualificati o parti difficili da reperire. Per industrie come oil & gas, energia, difesa, aerospazio e infrastrutture, la possibilità di produrre vicino al luogo di utilizzo riduce tempi morti, scorte immobilizzate e dipendenza da catene logistiche lunghe.
Roboze a Riyadh e il tema delle competenze
SABIC indica anche la presenza di una struttura Roboze a Riyadh, con soluzioni dedicate alla produzione on-demand di componenti nel Regno. Il punto più interessante è che l’iniziativa non si limita all’installazione di tecnologie, ma comprende anche processi di qualificazione, digitalizzazione degli inventari e formazione tramite la Roboze Academy.
Questo aspetto è spesso sottovalutato. Una stampante 3D industriale, da sola, non crea una filiera. Servono tecnici capaci di progettare i pezzi, validare i materiali, definire i parametri di processo, controllare la qualità, gestire la documentazione e capire quando la produzione additiva è davvero conveniente. La formazione di ingegneri, operatori e responsabili di produzione diventa quindi parte del progetto industriale.
Un percorso già avviato in Medio Oriente
L’operazione con SABIC non è isolata. Roboze aveva già avviato iniziative nell’area mediorientale, tra cui la collaborazione con SLB per la produzione locale in Arabia Saudita di componenti non metallici qualificati per il settore energetico. A questo si aggiunge la partnership con Immensa, società attiva nella manifattura additiva in Medio Oriente e Africa, con presenza in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e altri mercati della regione.
Questi passaggi mostrano una strategia coerente: creare una rete distribuita di competenze e capacità produttive, in grado di servire industrie strategiche vicino ai punti di utilizzo. Per i grandi gruppi industriali, il valore non è soltanto nella singola macchina, ma nell’intero sistema: materiali qualificati, software, piattaforme di stampa, processo controllato, assistenza applicativa e capacità di produrre parti ripetibili.
SABIC e Roboze: materiali e manifattura nello stesso ecosistema
La presenza di SABIC rende il progetto ancora più rilevante perché il gruppo saudita è uno dei grandi attori mondiali nella chimica e nei materiali. Per la stampa 3D industriale, il tema dei materiali è decisivo: senza resine, filamenti o pellet qualificati, la macchina resta confinata a un uso limitato. Con un partner come SABIC, Roboze può lavorare in un ambiente dove la disponibilità di materiali avanzati e la loro possibile produzione locale diventano parte della proposta industriale.
Roboze, dal lato tecnologico, porta invece piattaforme come ARGO 500 HYPERSPEED e ARGO 1000 HYPERMELT, quest’ultima pensata per componenti di grande formato e processi basati su pellet. La combinazione tra hardware, software, materiali e qualifica del processo è il punto che distingue la stampa 3D industriale dalla semplice fabbricazione additiva dimostrativa.
Perché interessa anche alle imprese europee
Per il mercato europeo, e in particolare per l’Italia, questa operazione è interessante per almeno due motivi. Il primo è che Roboze conferma la capacità di una realtà nata a Bari di inserirsi in programmi industriali internazionali legati a settori ad alta intensità tecnologica. Il secondo è che la manifattura additiva sta entrando sempre più nei discorsi sulla sovranità produttiva, sulla resilienza delle supply chain e sulla disponibilità di ricambi critici.
Non si tratta di immaginare fabbriche senza logistica o senza fornitori tradizionali. Il punto è diverso: alcune categorie di componenti possono essere trasformate in file qualificati, archiviati in un inventario digitale e prodotti quando servono, dove servono, con materiali e processi già validati. È un cambio di mentalità che richiede tempo, ma che ha un valore concreto per impianti industriali, flotte, infrastrutture e aziende con macchinari complessi.
Un tassello nella strategia manifatturiera saudita
L’Arabia Saudita sta cercando di costruire competenze industriali locali in diversi settori, riducendo la dipendenza dal petrolio come unica leva economica e aumentando il peso di manifattura, logistica, energia, chimica avanzata e tecnologie produttive. In questo percorso, la stampa 3D non è la soluzione a tutti i problemi, ma può diventare uno strumento utile per creare filiere più snelle e più vicine agli utilizzatori finali.
L’ingresso di Roboze nel programma Home of Innovation™ di SABIC va letto proprio in questa direzione: non come una semplice espansione commerciale, ma come parte di un ecosistema in cui materiali, formazione, localizzazione produttiva e capacità industriali vengono messi insieme. Per la manifattura additiva dei polimeri ad alte prestazioni, il mercato saudita può diventare un banco di prova importante, soprattutto nei settori dove fermare un impianto per mancanza di un ricambio può costare molto più del componente stesso.
Fonti consultate
SABIC Home of Innovation™, pagina dedicata a Roboze; comunicazione SABIC sull’ingresso di Roboze nel programma; informazioni Roboze su materiali, settori e piattaforme industriali; documentazione Saudi Vision 2030 e National Industrial Strategy; comunicazioni Roboze su SLB e partnership MEA.
