Il mercato mondiale della stampa 3D e della produzione additiva ha raggiunto un valore di 4,35 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026. Il risultato rappresenta una crescita del 13,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e conferma il rafforzamento della domanda di sistemi, materiali e servizi destinati alla produzione industriale.
Il confronto con il trimestre precedente restituisce però un quadro più articolato. Nel quarto trimestre del 2025 il mercato valeva 4,29 miliardi di dollari: l’aumento congiunturale è quindi pari a circa l’1,4%. La distanza tra la crescita annuale e quella trimestrale indica che il settore si trova in una fase di espansione, ma con velocità differenti tra tecnologie, fasce di prezzo, aree geografiche e applicazioni.
I dati elaborati da Additive Manufacturing Research comprendono stampanti 3D, materiali e servizi collegati alle tecnologie per metalli, polimeri e ceramiche. La società di analisi monitora il settore suddividendolo per produttore, processo di stampa, regione, classe di macchina e industria utilizzatrice.
La produzione additiva in metallo cresce più dei polimeri
Il segmento della produzione additiva in metallo ha raggiunto 1,76 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, contro 1,52 miliardi di dollari nello stesso periodo del 2025. L’incremento annuale è pari a circa il 15,8%.
Il mercato metallico rappresenta poco più del 40% del valore complessivo rilevato da Additive Manufacturing Research. La crescita è collegata alla maggiore domanda proveniente dai comparti aerospaziale, difesa, energia, elettronica e produzione di componenti ad alte prestazioni.
Tra le tecnologie industriali, la fusione a letto di polvere continua a occupare una posizione centrale. Le rilevazioni di CONTEXT indicano che i sistemi Powder Bed Fusion rappresentano l’81% delle spedizioni mondiali di stampanti industriali per metallo. Nel primo trimestre del 2026 le consegne di macchine Metal Powder Bed Fusion sono aumentate del 24% rispetto all’anno precedente.
EOS ha più che raddoppiato le spedizioni di sistemi metallici nel confronto annuale. Nikon SLM Solutions ha registrato un aumento del 42% nelle consegne delle macchine NXG di grande formato e dotate di più laser, collocandosi tra i produttori con i maggiori ricavi in questa categoria.
In Cina, HBD, Farsoon Technologies e Bright Laser Technologies, conosciuta anche come BLT, hanno beneficiato della domanda legata all’elettronica di consumo. Una parte degli investimenti riguarda la produzione di cerniere in titanio per smartphone pieghevoli e di telai metallici destinati ai dispositivi mobili.
Il mercato cinese presenta una struttura diversa rispetto a quello europeo e nordamericano. Le aziende locali acquistano in prevalenza sistemi prodotti da fornitori nazionali, mentre in Occidente una quota maggiore della domanda si concentra su macchine di grandi dimensioni, configurazioni multilaser e applicazioni sottoposte a qualifiche industriali.
Polimeri: il mercato raggiunge 2,59 miliardi di dollari
Il comparto della produzione additiva basata sui polimeri ha raggiunto 2,59 miliardi di dollari, rispetto ai 2,33 miliardi del primo trimestre del 2025. La crescita annuale è pari a circa l’11,2%.
I polimeri continuano a rappresentare la parte più ampia del mercato, con una quota vicina al 60%. Il segmento comprende tecnologie differenti, dalla modellazione a deposizione di materiale alle soluzioni a letto di polvere, fino alla fotopolimerizzazione e ai processi per elastomeri e materiali compositi.
Le spedizioni mondiali di sistemi industriali per polimeri sono aumentate del 31%. Una parte rilevante di questo risultato è attribuita a Carbon, che ha beneficiato della domanda di strutture reticolari utilizzate nei prodotti di consumo. La collaborazione tra Carbon e DDK per la produzione di selle da bicicletta mostra come la stampa 3D venga impiegata per realizzare geometrie difficili da ottenere con gli stampi tradizionali.
Escludendo il contributo di Carbon, le consegne di sistemi industriali per polimeri sarebbero comunque cresciute del 14%, segnalando una domanda distribuita tra più produttori e tecnologie.
Anche la stampa Polymer Powder Bed Fusion ha registrato un aumento delle spedizioni del 30%. HP ed EOS hanno raddoppiato le consegne rispetto al primo trimestre del 2025. La produzione di droni, componenti leggeri, condotti, supporti e parti funzionali sta contribuendo alla domanda di sistemi in grado di lavorare poliammidi e materiali tecnici.
Nella fascia di prezzo intermedia, Formlabs ha presentato Fuse X1, mentre HP ha annunciato Jet Fusion 1200, proposta con un prezzo previsto inferiore a 60.000 dollari. Queste soluzioni si affiancano ai sistemi di Raise3D e di altri produttori che cercano di rendere la produzione a letto di polvere accessibile anche alle imprese che non intendono acquistare impianti industriali dal costo superiore a 100.000 dollari.
I servizi valgono 2,42 miliardi di dollari
Il mercato combinato dei servizi di produzione additiva ha raggiunto 2,42 miliardi di dollari, contro 2,07 miliardi nel primo trimestre del 2025. L’aumento annuale è quindi vicino al 16,9%, un tasso superiore alla crescita del mercato complessivo.
Il valore dei servizi non deve essere sommato ai 4,35 miliardi di dollari del mercato totale, perché rappresenta una componente già compresa nel calcolo generale. Su base aritmetica, i servizi corrispondono a circa il 56% del valore complessivo rilevato.
Il dato evidenzia il ruolo delle aziende che producono componenti per conto terzi, sviluppano parametri di processo, eseguono trattamenti termici, lavorazioni meccaniche, controlli dimensionali e verifiche non distruttive.
Molte imprese utilizzatrici preferiscono acquistare componenti da fornitori specializzati invece di installare internamente una linea di stampa. Questa scelta riduce gli investimenti iniziali e permette di accedere a personale qualificato, materiali certificati e processi già validati.
La crescita dei servizi indica anche che il valore economico della produzione additiva non dipende soltanto dalla vendita di nuove stampanti. Materiali, software, manutenzione, progettazione, qualificazione e post-processing generano ricavi ricorrenti e possono avere un peso maggiore rispetto all’hardware.
Il mercato delle stampanti cresce, ma non in modo uniforme
Secondo CONTEXT, i ricavi mondiali generati dall’hardware per la stampa 3D sono aumentati del 32% rispetto al primo trimestre del 2025. Le spedizioni di sistemi industriali con prezzo superiore a 100.000 dollari sono cresciute del 18%, mentre i ricavi della stessa categoria sono saliti del 23%.
Si tratta del terzo trimestre consecutivo di crescita per le macchine industriali, dopo una fase di contrazione durata circa due anni. Nove dei dieci maggiori fornitori mondiali hanno consegnato più sistemi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le spedizioni industriali sono aumentate del 29% in Cina, del 9% in Nord America e dell’11% in Europa occidentale. La Cina rimane il maggiore mercato mondiale per numero di stampanti industriali consegnate.
La fascia professionale, compresa tra 2.500 e 20.000 dollari, mostra invece una contrazione. Le spedizioni sono diminuite del 22% e i ricavi del 31%. Una parte dei clienti sta sostituendo le macchine professionali con sistemi entry-level più economici, dotati di funzioni che fino a pochi anni fa erano disponibili solo sui modelli di fascia superiore.
Anche la categoria midrange, compresa tra 20.000 e 100.000 dollari, ha registrato un calo del 6% nelle unità consegnate. All’interno di questa fascia, le stampanti Polymer Powder Bed Fusion hanno però ottenuto una crescita del 48%.
Questi dati mostrano che parlare di un’unica tendenza per l’intero settore può essere fuorviante. Alcune tecnologie stanno conquistando applicazioni produttive, mentre altre fasce di mercato subiscono una pressione sui prezzi e una crescente concorrenza.
Bambu Lab, Creality, Elegoo e Anycubic guidano la fascia entry-level
Il segmento delle stampanti con prezzo inferiore a 2.500 dollari ha registrato un aumento del 39% nelle unità consegnate e del 54% nei ricavi. Secondo CONTEXT, questa categoria ha generato il 54% dei ricavi mondiali relativi ai sistemi di stampa 3D nel trimestre.
Bambu Lab mantiene la prima posizione per quota di mercato. Bambu Lab, Creality, Elegoo e Anycubic hanno rappresentato complessivamente l’88% delle stampanti consegnate nella fascia entry-level.
Flashforge ha registrato uno degli incrementi più elevati, con una crescita delle spedizioni superiore al 120%. La concorrenza si concentra su velocità di stampa, gestione automatica dei materiali, calibrazione, stampa multicolore, software e affidabilità.
Una parte della domanda non proviene più soltanto da appassionati, scuole e laboratori. Aziende e operatori indipendenti stanno creando print farm composte da decine o centinaia di macchine economiche per produrre piccoli lotti, accessori, componenti personalizzati e ricambi.
Questo modello riduce il costo di ingresso, ma richiede una gestione efficiente della manutenzione, del controllo qualità e della programmazione delle commesse. Il costo unitario delle macchine può essere basso, mentre la gestione di una rete estesa di stampanti diventa un’attività industriale.
Creality ha inoltre completato la quotazione alla Borsa di Hong Kong il 29 maggio 2026, diventando uno dei primi produttori di stampanti 3D orientate al mercato consumer ad accedere ai mercati azionari.
Difesa, droni ed elettronica sostengono gli investimenti
Le applicazioni legate alla difesa e alla sicurezza delle catene di fornitura costituiscono uno dei principali fattori di crescita. La produzione additiva permette di realizzare componenti in quantità limitate, ridurre i tempi di approvvigionamento e produrre parti vicino al luogo di utilizzo.
I droni rappresentano un caso significativo. I produttori utilizzano polimeri ad alte prestazioni, compositi e leghe metalliche per realizzare strutture leggere, supporti, condotti, componenti per motori e parti soggette a revisioni frequenti.
La produzione additiva risponde anche alla necessità di sostituire componenti non più disponibili o caratterizzati da lunghi tempi di consegna. Questo vantaggio assume un valore particolare nei settori aerospaziale, navale, energetico e militare, dove un singolo componente può bloccare un sistema dal costo elevato.
La crescita della domanda non elimina però il problema della certificazione. ASTM International ha sviluppato, insieme al Ministero della Difesa britannico e al progetto TAMPA, un modello basato sulla criticità dei componenti per sostenere la qualificazione delle parti additive destinate alla difesa.
ASTM International ha inoltre avviato un programma di certificazione con il contributo di aziende come Boeing, Lockheed Martin, Safran, Ford Motor Company, Stryker, Becton Dickinson e General Motors. L’obiettivo è creare criteri condivisi per processi, materiali, controllo qualità e gestione dei rischi.
Il consolidamento modifica gli equilibri tra i produttori
La crescita del mercato convive con una fase di consolidamento societario. Stratasys ha sottoscritto un accordo per acquistare Markforged da Nano Dimension per 42,5 milioni di dollari. Il completamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026, subordinatamente alle autorizzazioni e alle condizioni previste dal contratto.
Markforged ha generato circa 70 milioni di dollari di ricavi nel 2025, includendo la linea Metal Binder Jetting, che resterà però sotto il controllo di Nano Dimension.
Con l’acquisizione, Stratasys punta a rafforzare la propria presenza nei materiali compositi, nella fabbricazione a filamento fuso e nelle applicazioni destinate ad aerospazio, difesa e produzione industriale. La piattaforma Digital Forge di Markforged aggiunge inoltre strumenti software per simulazione, gestione delle parti e ottimizzazione dei processi.
Il mercato monitorato da Additive Manufacturing Research comprende anche 3D Systems, Velo3D, EOS, Nikon SLM Solutions, Colibrium Additive, TRUMPF, Farsoon Technologies, Bright Laser Technologies, Eplus3D, Optomec, BeAM, HP, Formlabs, Prodways, Renishaw, Carbon, ATLIX, Bambu Lab e Creality.
La presenza di gruppi industriali, società quotate, produttori cinesi e aziende specializzate mostra quanto la concorrenza sia frammentata. Nessun modello tecnologico è adatto a tutte le applicazioni e la capacità di costruire un ecosistema composto da hardware, materiali, software e assistenza sta diventando un fattore competitivo decisivo.
Un settore in crescita, con differenze profonde tra segmenti
Il dato del primo trimestre 2026 conferma l’espansione economica della produzione additiva. La crescita del 13,1% su base annuale è sostenuta soprattutto dai servizi, dai sistemi industriali per metallo, dalle tecnologie Polymer Powder Bed Fusion e dalle stampanti entry-level.
Il confronto trimestrale, limitato a circa l’1,4%, invita però a evitare interpretazioni eccessive. Il mercato dipende dagli investimenti industriali, dai tassi di interesse, dai programmi pubblici, dalla disponibilità di materiali qualificati e dalla capacità dei produttori di trasformare progetti pilota in produzioni continuative.
Il settore sta passando da una fase concentrata sulla vendita delle macchine a un modello nel quale contano l’utilizzo effettivo degli impianti, la produzione di componenti, i materiali consumati, la certificazione e i servizi.
Le aziende che riusciranno a dimostrare costi competitivi, ripetibilità del processo e vantaggi misurabili nelle applicazioni industriali avranno maggiori possibilità di beneficiare della crescita. I numeri del primo trimestre indicano che la domanda esiste, ma anche che risultati e prospettive possono cambiare molto da un segmento all’altro.



