XJet ha stretto una collaborazione con eqops, società britannica di consulenza ingegneristica specializzata in manifattura additiva, operation, conformità ISO e salute e sicurezza. Con questo accordo, eqops diventa partner commerciale e tecnico di XJet per il Regno Unito e l’Irlanda, con il compito di seguire vendita, installazione, supporto e accompagnamento operativo delle aziende che vogliono adottare la tecnologia NanoParticle Jetting, nota anche come NPJ.
La scelta ha un significato industriale preciso. XJet non sta solo cercando un rivenditore locale, ma un partner capace di aiutare i clienti a portare una tecnologia complessa dentro ambienti produttivi regolati. Nel caso di metalli e ceramiche tecniche, infatti, la macchina è soltanto una parte del percorso. Servono valutazione dell’applicazione, scelta del sistema, preparazione dell’ambiente di lavoro, installazione, ottimizzazione del processo, gestione della qualità, formazione degli operatori e supporto nel tempo.
Perché il Regno Unito e l’Irlanda sono mercati importanti per XJet
Regno Unito e Irlanda hanno una forte concentrazione di aziende attive in settori dove la precisione, la ripetibilità e la qualità del componente contano molto: aerospazio, difesa, medicale, energia, elettronica e manifattura di precisione. Sono comparti nei quali la stampa 3D non viene valutata solo per la libertà geometrica, ma per la capacità di produrre componenti affidabili, con tolleranze strette, superfici controllate e materiali adatti a condizioni di lavoro impegnative.
XJet vede questi mercati come un’area naturale per la propria tecnologia. La società israeliana lavora sulla produzione additiva di ceramiche avanzate e metalli, con una tecnologia proprietaria di material jetting basata su nanoparticelle. L’azienda descrive il proprio approccio come un processo digitale di Direct Material Jetting per metalli e ceramiche, sviluppato intorno a una formulazione in dispersione liquida invece che a polveri libere.
Questo aspetto è centrale. Molte tecnologie di stampa 3D per metalli e ceramiche partono da polveri, paste o slurry. XJet usa invece “inchiostri” contenenti nanoparticelle del materiale da costruzione e li deposita con architettura inkjet. La parte viene poi completata attraverso il percorso di processo tipico dell’azienda, basato su stampa, rimozione del supporto e sinterizzazione. La differenza pratica è che il materiale viene gestito in modo più chiuso e controllato, con supporto solubile stampato insieme al pezzo.
Che cosa porta eqops nell’accordo
eqops si presenta come una realtà specializzata nel supporto a imprese che vogliono rendere più sicure, efficienti e conformi le proprie operazioni industriali. L’azienda offre consulenza su standard ISO, salute e sicurezza, valutazioni operative, revisioni documentali e supporto mirato alla manifattura additiva. Sul proprio sito, eqops indica anche esperienza su pianificazione delle installazioni, impostazione operativa e sviluppo dei processi per sistemi AM.
Questo profilo è coerente con le necessità di XJet. Una tecnologia come NPJ può interessare aziende che producono componenti ad alto valore, ma la sua adozione non è banale. Chi lavora in aerospazio, difesa, medicale o elettronica non compra una macchina solo per sperimentare: deve capire come integrarla con procedure interne, controlli qualità, requisiti di tracciabilità, sicurezza degli operatori e obiettivi di produzione.
Il team eqops è guidato da Alwyn Pryse, Mark Caseley e Liam Matthews, con competenze che coprono additive manufacturing, operazioni di servizio nel settore semiconduttori, lavorazioni CNC, leadership tecnica, consulenza ISO e implementazione di procedure di salute e sicurezza. Nel comunicato viene sottolineata anche l’esperienza del gruppo nel supporto a installazioni, gestione del ciclo di vita, ottimizzazione dei processi e introduzione di tecnologie avanzate in ambienti produttivi.
Nella foto allegata al comunicato compaiono Mark Caseley, Alwyn Pryse di eqops e Riccardo Tosi, Business Director di XJet. È un dettaglio utile perché mostra il taglio operativo dell’accordo: non solo presenza commerciale, ma una collaborazione costruita intorno a persone che dovranno seguire clienti e applicazioni sul territorio.
NanoParticle Jetting: stampa 3D senza polvere libera
La tecnologia NanoParticle Jetting di XJet nasce per produrre parti in ceramica e metallo con elevata definizione, geometrie complesse e buon controllo superficiale. XJet dichiara che la tecnologia coinvolge più di 80 brevetti e domande di brevetto e si basa su inchiostri di nanoparticelle caricati in cartucce sigillate, con deposizione simultanea del materiale costruttivo e del supporto solubile.
Il vantaggio più evidente è l’assenza di polvere libera. In molti ambienti industriali, soprattutto quando si parla di metalli o ceramiche tecniche, la gestione delle polveri introduce aspetti pratici importanti: sicurezza, pulizia, riciclo, esposizione degli operatori, contaminazione e controllo dell’ambiente. XJet prova a ridurre questa complessità con un sistema basato su dispersioni liquide e cartucce chiuse.
Un altro punto riguarda il supporto solubile. Nella produzione additiva di parti complesse, canali interni, cavità, pareti sottili e dettagli fini sono spesso difficili da realizzare e ancora più difficili da liberare dal materiale di supporto. Con la deposizione simultanea di modello e supporto, XJet mira a rendere più accessibili geometrie che in altri processi richiedono compromessi progettuali o post-processing più pesante.
Carmel 1400C, Carmel 1400M e Carmel Pro
L’accordo con eqops arriva in una fase in cui XJet sta ampliando il proprio portafoglio e cerca di raggiungere più tipologie di clienti. La linea industriale include sistemi come Carmel 1400C per ceramiche e Carmel 1400M per metalli. Il sistema Carmel 1400C è descritto da XJet come una piattaforma per applicazioni ceramiche ad alta produttività, con stampa simultanea di modello e supporto, strati inferiori a 10 micron, rimozione del supporto solubile e funzionamento automatizzato.
Per le ceramiche tecniche, XJet indica applicazioni in semiconduttori, biotecnologie, healthcare, aerospazio, automotive, telecomunicazioni e altri settori. Le specifiche riportate per Carmel 1400C includono, tra gli altri dati, dimensione minima delle feature di 200 micron, densità superiore al 99,5% per zirconia e allumina, e spessori di layer tra 7 e 10 micron.
Nel 2025 XJet ha anche presentato Carmel Pro, una piattaforma più compatta pensata per rendere la tecnologia accessibile a PMI, startup, centri di ricerca, università e realtà che non hanno spazi o budget da grande impianto industriale. XJet descrive Carmel Pro come una mossa per allargare il mercato oltre i grandi utilizzatori industriali, mantenendo qualità del componente, libertà progettuale e compatibilità con il portafoglio di materiali dell’azienda. La disponibilità commerciale è indicata per il secondo trimestre 2026.
Questo elemento aiuta a leggere meglio il ruolo di eqops. Se XJet vuole entrare in più imprese nel Regno Unito e in Irlanda, incluse aziende medio-piccole e laboratori applicativi, non basta presentare la tecnologia. Serve un partner che possa valutare il contesto reale del cliente: spazi disponibili, requisiti di sicurezza, personale, obiettivi di qualità, procedure, flussi di lavoro e tempi di produzione.
Perché ceramiche e metalli tecnici richiedono supporto locale
La stampa 3D polimerica può essere integrata in azienda con una curva di apprendimento relativamente gestibile, soprattutto per applicazioni di prototipazione o attrezzaggio. Con metalli e ceramiche tecniche la situazione cambia. Le parti devono passare da fasi termiche, possono subire ritiro, richiedono controlli dimensionali, devono rispettare requisiti di densità e possono essere destinate a settori nei quali il fallimento del componente ha conseguenze rilevanti.
Per questo un partner locale come eqops può diventare determinante. Un’azienda che valuta NPJ deve sapere non solo se il sistema può stampare una geometria, ma anche come quella geometria verrà trattata dopo la stampa, quali controlli saranno necessari, quali parametri incidono sulla ripetibilità e come integrare il processo nel proprio sistema qualità. eqops, per propria descrizione, lavora proprio su operatività, ISO, health & safety, documentazione e miglioramento dei processi.
Il comunicato insiste sul ciclo completo di adozione: selezione del sistema, installazione, ottimizzazione del processo, conformità e performance produttiva nel lungo periodo. Questa è una formula significativa, perché sposta la conversazione dal semplice acquisto della stampante al funzionamento continuo dentro una fabbrica.
Un accordo commerciale con una logica produttiva
XJet ed eqops non stanno presentando solo un canale di vendita per una nuova area geografica. L’accordo è costruito intorno a un’esigenza più concreta: aiutare i produttori britannici e irlandesi a usare la stampa 3D di metalli e ceramiche in applicazioni dove precisione, geometria e qualità devono andare insieme.
Per XJet, questo significa aumentare la presenza in mercati maturi e tecnicamente esigenti. Per eqops, significa aggiungere al proprio portafoglio una tecnologia di additive manufacturing orientata a componenti complessi e ad alto valore. Per le aziende manifatturiere locali, l’interesse sta nella possibilità di avere un interlocutore più vicino, in grado di seguire sia la macchina sia l’organizzazione del processo.
La presenza di Gilad Gans, Chief Business Officer di XJet, e di figure come Alwyn Pryse sul lato eqops conferma che la collaborazione punta a clienti industriali con esigenze strutturate. L’obiettivo non è soltanto mostrare campioni ben stampati, ma accompagnare l’adozione di una tecnologia che deve produrre parti ripetibili, ispezionabili e compatibili con ambienti produttivi regolati.
Il ruolo della manifattura additiva nei settori ad alte prestazioni
La tecnologia NPJ si inserisce in una parte della manifattura additiva diversa dalla stampa 3D generalista. Qui l’interesse non è produrre oggetti grandi o economici, ma componenti piccoli o medi, complessi, con dettagli fini e materiali difficili da lavorare. Le ceramiche tecniche, per esempio, possono offrire isolamento elettrico, resistenza all’usura, stabilità termica e compatibilità con ambienti aggressivi. I metalli, invece, possono essere usati dove servono geometrie complesse, precisione e materiali ad alta densità.
XJet indica applicazioni in aerospazio e difesa, dispositivi medici e strumenti chirurgici, elettronica ad alte prestazioni, prodotti consumer di fascia alta e componentistica di precisione. La società si presenta come fornitore di soluzioni AM per ceramica e metallo avanzati, con una tecnologia proprietaria pensata per affrontare qualità del pezzo, complessità geometrica e scalabilità produttiva.
Nel mercato britannico e irlandese, questi settori hanno una base industriale importante. L’accordo con eqops può quindi essere letto come un tentativo di avvicinare la tecnologia ai luoghi dove potrebbero nascere applicazioni concrete: componenti isolanti per elettronica, parti ceramiche per semiconduttori, dispositivi medicali, utensili, elementi per difesa e aerospazio, microcomponenti ad alta precisione e prodotti di nicchia con geometrie difficili.
Cosa cambia per i produttori del Regno Unito e dell’Irlanda
Per i produttori locali, la novità principale è la presenza di un partner che può seguire il progetto senza obbligare ogni passaggio a passare direttamente dalla sede israeliana di XJet. Questo può ridurre attriti pratici: tempi di risposta, pianificazione dell’installazione, assistenza nella preparazione del sito, formazione, avvio del processo e supporto nelle prime fasi di produzione.
La stampa 3D industriale, soprattutto con materiali tecnici, spesso si ferma tra entusiasmo iniziale e produzione reale. Un componente viene stampato, magari funziona, ma poi emergono domande: come si controlla la ripetibilità? Come si documentano i parametri? Come si gestiscono manutenzione, sicurezza e qualità? Come si costruisce un business case credibile? La presenza di eqops dovrebbe servire proprio a ridurre questo divario.
Una collaborazione da seguire nel tempo
L’accordo tra XJet ed eqops non va letto come una semplice notizia di distribuzione. È un tassello della strategia internazionale di XJet e riflette una tendenza più ampia nella manifattura additiva: le tecnologie avanzate non crescono solo con nuove macchine, ma con ecosistemi locali capaci di installarle, qualificarle e mantenerle operative.
Nel Regno Unito e in Irlanda, XJet trova mercati industriali adatti a una tecnologia orientata a metalli e ceramiche ad alta precisione. eqops porta competenze di supporto, compliance e operations che possono aiutare le aziende a trasformare la stampa 3D da prova tecnica a processo produttivo. La partita si giocherà sulle applicazioni: parti con valore sufficiente a giustificare la tecnologia, geometrie non convenienti con metodi tradizionali e settori in cui qualità e ripetibilità valgono più del costo unitario più basso.
Per la stampa 3D industriale è un segnale concreto: la crescita non passa soltanto dall’aumento delle installazioni, ma dalla capacità di portare tecnologie complesse dentro fabbriche che chiedono metodo, documentazione e prestazioni misurabili.

