Velo3D, azienda statunitense specializzata in sistemi di manifattura additiva metallica per applicazioni critiche, ha ottenuto un contratto del valore di 9,8 milioni di dollari dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD), indicato nel bando come Department of War, per supportare la produzione additiva di parti di ricambio per piattaforme e sistemi militari. L’accordo si inserisce nella strategia del DoD di utilizzare la stampa 3D per ridurre i tempi di fermo, mitigare i problemi di obsolescenza dei componenti e rendere più resiliente la catena di fornitura della difesa.

Obiettivi del contratto e ruolo di Velo3D nel programma difesa

Il contratto da 9,8 milioni di dollari è volto a qualificare e industrializzare l’uso delle tecnologie di stampa 3D metallica di Velo3D per la produzione di parti di ricambio mission‑critical destinate a veicoli, sistemi di propulsione e altre piattaforme del Dipartimento della Difesa USA, con particolare attenzione a componenti complessi difficilmente producibili con i metodi convenzionali. Il progetto mira a passare da una logica di prototipazione e piccole serie a veri programmi produttivi scalabili, integrando le macchine Velo3D Sapphire e le relative soluzioni software nei flussi di manutenzione e supporto logistico della difesa statunitense.

Tecnologia Velo3D: stampa 3D metallica per parti complesse

L’offerta di Velo3D è centrata su sistemi di manifattura additiva metallica basati su tecnologia di fusione laser a letto di polvere (LPBF), come le piattaforme Sapphire e Sapphire XC, progettate per realizzare geometrie complesse, canali interni e strutture di raffreddamento avanzate in leghe ad alte prestazioni, tra cui superleghe a base di nichel e leghe di titanio. Il flusso integrato software‑hardware di Velo3D, che include strumenti per la preparazione del build, la simulazione e il controllo qualità in linea, è pensato per migliorare la ripetibilità tra diverse macchine e siti produttivi, requisito chiave per programmi militari che richiedono standard elevati di affidabilità e tracciabilità.

Additive manufacturing per ridurre i tempi di fermo e l’obsolescenza dei ricambi

Uno degli obiettivi principali del Dipartimento della Difesa è accorciare i lead time dei pezzi di ricambio, spesso prodotti da fornitori unici, con attrezzature obsolete o con catene logistiche vulnerabili; in questo contesto la stampa 3D consente di produrre on‑demand componenti critici, riducendo la dipendenza da lunghi cicli di approvvigionamento e da stampi o utensili dedicati. L’additive manufacturing permette inoltre di affrontare il problema delle parti fuori produzione, digitalizzando la documentazione e creando una “libreria” di geometrie stampabili che il DoD può utilizzare lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi, inclusi veicoli e piattaforme in servizio da decenni.

Integrazione con iniziative come Project FORGE e Rapid Production Solutions

Il contratto da 9,8 milioni si affianca ad altri accordi di rilievo nel comparto difesa, come quello da 32,6 milioni di dollari legato al Project FORGE, un’iniziativa focalizzata sull’utilizzo della manifattura additiva per affrontare colli di bottiglia nella produzione e nella disponibilità di parti critiche. Velo3D ha inoltre avviato un percorso di posizionamento nel settore difesa attraverso il programma Rapid Production Solutions (RPS), che combina installazioni di sistemi di stampa con servizi di produzione conto terzi, e include contratti pluriennali, tra cui un accordo da 11,5 milioni di dollari con un prime contractor della difesa statunitense.

Qualificazione presso l’U.S. Army Ground Vehicle Systems Center e uso sui veicoli militari

Velo3D risulta essere la prima azienda di manifattura additiva qualificata nell’ambito di un programma del U.S. Army Ground Vehicle Systems Center, che punta a utilizzare la stampa 3D per componenti di veicoli terrestri militari sottoposti a condizioni operative gravose. Questa qualificazione apre la strada alla produzione di parti strutturali e di sistema – come elementi di sospensioni, componenti per sistemi di raffreddamento, supporti e staffe complesse – che richiedono sia prestazioni meccaniche elevate sia geometrie che traggono vantaggio dalla libertà progettuale offerta dall’additive manufacturing.

Impatto strategico sul modello di business di Velo3D

L’espansione nel settore difesa contribuisce a spostare il baricentro del modello di business di Velo3D verso una combinazione di vendita di macchine, servizi RPS e contratti di lungo periodo con clienti governativi, riducendo la volatilità tipica delle sole vendite di sistemi hardware. Nel 2025 la società ha registrato ricavi per circa 46 milioni di dollari, con una porzione crescente derivante da programmi difesa, e prevede di raggiungere tra 60 e 70 milioni di dollari di fatturato nel 2026, con margini lordi in miglioramento e l’obiettivo di un EBITDA positivo nella seconda metà dell’anno.

Relazioni con il settore aerospaziale e grandi clienti industriali

Il posizionamento di Velo3D nella difesa si affianca al suo ruolo nel comparto aerospaziale, dove aziende come SpaceX hanno già adottato sistemi Sapphire per la produzione di componenti di motori e strutture complesse, arrivando a sottoscrivere accordi di licenza di proprietà intellettuale dal valore fino a 8 milioni di dollari per garantire accesso a lungo termine alle tecnologie dell’azienda. Anche startup come iRocket e altre realtà del New Space hanno scelto la stampa 3D metallica di Velo3D per la produzione di camere di combustione, ugelli e parti strutturali, contribuendo a validare la tecnologia in contesti ad alto carico termico e meccanico.

Sfide finanziarie, ristrutturazione societaria e controllo da parte di Arrayed Additive

Nonostante la crescita della domanda nel settore difesa e aerospazio, Velo3D ha affrontato difficoltà finanziarie che hanno portato alla rimozione dalla Borsa di New York e a una successiva ristrutturazione della struttura del capitale. Arrayed Additive ha assunto il controllo del 95% di Velo3D convertendo una quota significativa di obbligazioni senior garantite e interessi maturati in azioni ordinarie, con l’obiettivo di alleggerire il debito e consentire all’azienda di concentrarsi sulle attività operative e sui segmenti di mercato più redditizi, inclusi i programmi militari sostenuti da contratti come quello da 9,8 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa.

Prospettive per l’adozione della stampa 3D nella difesa

L’accordo da 9,8 milioni di dollari con Velo3D conferma la tendenza del Dipartimento della Difesa ad ampliare l’uso della manifattura additiva per ridurre la dipendenza da supply chain tradizionali e accelerare la disponibilità di componenti critici per flotte e sistemi complessi. L’ingresso di attori specializzati come Velo3D, insieme a un ecosistema di fornitori di materiali, software e servizi, indica che la stampa 3D sta passando da tecnologia sperimentale a capacità industriale integrata nei processi di manutenzione e aggiornamento dei sistemi militari, con potenziali ricadute anche sul settore civile, in particolare per l’aerospazio e l’energia.

Di Fantasy

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