Massivit 3D Printing Technologies rafforza la propria strategia nel settore aerospaziale e della difesa negli Stati Uniti con la nomina di Chris “Alf” Athearn, Brigadier General della U.S. Air Force in congedo, nel proprio Advisory Board. La società israeliana, quotata al Tel Aviv Stock Exchange con il ticker MSVT, assegna ad Athearn un ruolo legato all’espansione nel mercato statunitense, con particolare attenzione a programmi aerospaziali, difesa, catene di fornitura e rapporti con contractor e uffici di procurement.
Una nomina che parla più di industria che di comunicazione
La scelta di Athearn non va letta soltanto come l’ingresso di una figura militare di alto profilo in un comitato consultivo. Per Massivit il punto centrale è portare la propria tecnologia di produzione additiva di grande formato dentro un contesto dove contano tempi di consegna, affidabilità dei processi, tracciabilità, sicurezza della proprietà intellettuale e capacità di dialogare con prime contractor e strutture pubbliche di acquisto.
Il mercato della difesa statunitense non si muove come un normale mercato industriale. Non basta avere una macchina veloce o un materiale interessante: servono credenziali, linguaggio tecnico adatto ai programmi governativi, comprensione dei cicli di approvazione e capacità di dimostrare che un processo produttivo può inserirsi in supply chain controllate. In questo senso il profilo di Athearn offre a Massivit una porta di accesso meno commerciale e più strategica.
Chi è Chris “Alf” Athearn
Athearn porta con sé 35 anni di esperienza in acquisizioni militari, sistemi d’arma aerotrasportati, gestione di programmi e strategia per la base industriale della difesa. Nel suo percorso ha gestito un portafoglio superiore a 5 miliardi di dollari legato a programmi avanzati del Dipartimento della Difesa, ha ricoperto incarichi collegati alla Defense Contract Management Agency e ha supervisionato oltre 400 contractor della difesa distribuiti in sette Stati americani.
Il suo profilo professionale presso Dayton Aerospace indica competenze in acquisition strategy, Foreign Military Sales, program management e acquisizioni, con incarichi che includono il ruolo di Senior Military Acquisition Advisor per la U.S. Air Force Service Acquisition Executive e posizioni legate a programmi come JASSM-ER, Long Range Anti-Ship Missile, MALD/MALD-J e sistemi ipersonici.
Un passaggio importante riguarda anche la Weapons Capacity Task Force, che Athearn ha guidato tra il 2022 e il 2024. Il lavoro di questa task force era centrato su colli di bottiglia produttivi, incremento della capacità industriale, produzione distribuita e adozione di tecnologie di manifattura avanzata per rendere più robuste le catene di fornitura della difesa.
Perché Massivit guarda alla difesa
Massivit nasce come azienda specializzata nella stampa 3D industriale di grande formato, con sistemi destinati a componenti di grandi dimensioni, stampi, prototipi e applicazioni in mercati come automotive, nautica, ferroviario, entertainment e beni industriali. La direzione presa dalla società, però, sta portando il baricentro anche verso aerospazio e difesa, dove le parti composite e gli stampi di grandi dimensioni sono una voce critica del processo produttivo.
La tecnologia più rilevante in questo contesto è Cast In Motion, indicata da Massivit come piattaforma digitale di grande formato per tooling composito con materiali termoindurenti bicomponente. Secondo l’azienda, il sistema Massivit 10000 consente di produrre stampi industriali, master, dime e attrezzature per compositi con una riduzione dei tempi di produzione fino all’80% rispetto ad alcuni metodi convenzionali.
Nel settore aerospaziale e difesa il problema non è soltanto “stampare una parte”. Spesso il vero collo di bottiglia è lo stampo: prima di produrre un componente in fibra di carbonio o fibra di vetro occorre progettare, costruire, rifinire e validare gli utensili. Se lo stampo richiede settimane o mesi, anche un programma ben finanziato può restare fermo in attesa della capacità produttiva. È qui che Massivit vuole posizionare la propria proposta: ridurre la dipendenza da lavorazioni sottrattive, code CNC, tooling board, MDF, alluminio e fornitori esterni, almeno per una parte delle applicazioni compatibili.
Il ruolo dei materiali Sika e dei compositi
Un elemento tecnico da non trascurare è la collaborazione sui materiali. Massivit lavora con Sika per materiali di casting e tooling della famiglia SikaBiresin, destinati alla produzione di stampi con il sistema Massivit 10000. La pagina tecnica del produttore cita, tra gli altri, CIM 500, SikaBiresin CIM 220, CIM 120 e CIM 80, con applicazioni che vanno dalla temperatura ambiente a impieghi con requisiti termici più elevati.
Questo passaggio è importante perché molte applicazioni aerospaziali e difesa non possono basarsi su stampi “dimostrativi”. Servono stabilità dimensionale, comportamento prevedibile in temperatura, qualità superficiale e compatibilità con processi di laminazione, curing e produzione composita. La stampa 3D, in questo caso, non sostituisce l’intero processo composito: interviene prima, nella preparazione di stampi, mandrini, master e attrezzature che rendono possibile produrre le parti finali.
Comparts e il precedente israeliano
La nomina di Athearn arriva in una strategia già avviata. Nel settembre 2025 Massivit ha annunciato un memorandum d’intesa con Comparts, azienda israeliana specializzata in produzione di componenti e assiemi in materiali compositi per aerospazio, difesa e medicale. L’obiettivo dell’accordo è creare un centro produttivo per stampi e componenti compositi destinato a rafforzare la filiera locale per difesa e aerospazio.
Il centro con Comparts è pensato come soluzione “one-stop-shop”, dalla progettazione fino al prodotto finale, con particolare attenzione a stampi per compositi, parti per velivoli senza pilota, sistemi autonomi e componenti in fibra di carbonio o fibra di vetro. Per Massivit questo modello è un esempio concreto di passaggio dalla vendita della macchina alla fornitura di capacità produttiva, un aspetto che può risultare interessante anche negli Stati Uniti, dove molti programmi cercano fornitori capaci di ridurre tempi e dipendenze dalla supply chain esterna.
RapidWings: dal CAD alle strutture composite per UAV
Nel quadro della difesa entra anche RapidWings, piattaforma legata a Massivit per la produzione on-demand di strutture composite per droni, UAS, UAV e applicazioni aerospaziali. Il messaggio commerciale è molto diretto: strutture composite, airframe, ali, fusoliere, pannelli e sottosistemi prodotti con tempi più brevi rispetto ai percorsi tradizionali. Il sito di RapidWings parla di produzione “from CAD to flight in 5 days” per programmi selezionati e di tooling standard in 5-7 giorni lavorativi, in base a geometria, dati disponibili, finitura e validazione tecnica.
Le applicazioni indicate includono airframe per sistemi senza pilota ad ala fissa o rotante, pannelli alari, fusoliere, carenature, vani payload, impennaggi, interni aeronautici, condotti e strutture cave realizzate con mandrini lavabili. Anche in questo caso il cuore della proposta non è la sola stampa del componente, ma un flusso che unisce progettazione, prototipazione, tooling, produzione composita e assemblaggio.
Perché la manifattura additiva interessa il Pentagono
Il Dipartimento della Difesa statunitense lavora da anni sull’integrazione della manifattura additiva nella propria base industriale. La strategia AM del DoD indica obiettivi come integrazione dell’additive manufacturing nel Dipartimento e nella Defense Industrial Base, allineamento tra attività interne ed esterne, uso agile dell’AM, formazione e sicurezza del workflow digitale.
Anche il programma DoD ManTech collega la manifattura avanzata a tre temi centrali: riduzione dei costi di acquisizione e supporto dei sistemi d’arma, riduzione dei cicli di produzione e riparazione, rafforzamento di una base industriale più resiliente. In altre parole, l’interesse pubblico non riguarda la stampa 3D come tecnologia isolata, ma la capacità di produrre, riparare e scalare parti e attrezzature con minori dipendenze e tempi più controllabili.
La presenza americana di Massivit
Per vendere nel settore difesa USA è necessario costruire presenza industriale e amministrativa sul territorio. Massivit segnala che Massivit 3D USA possiede registrazione SAM.gov attiva e CAGE Code, elementi utili per la procurement federale diretta. La società indica anche una controllata in Belgio, orientata al supporto di schemi di produzione sovrana nell’area europea e NATO.
Questi dettagli spiegano perché l’ingresso di Athearn non appare isolato. Una società che vuole servire difesa e aerospazio non può limitarsi a proporre una stampante: deve creare un ecosistema commerciale, tecnico e normativo che includa sedi, partner, service bureau, materiali qualificati, tracciabilità e interlocutori capaci di parlare con i livelli decisionali dei programmi militari.
Il nodo vero: non solo velocità, ma adozione
La riduzione dei tempi è il messaggio più facile da comunicare, ma non è l’unico punto. Nel settore difesa le tecnologie entrano quando rispondono a requisiti di processo, qualità e integrazione. Uno stampo prodotto più in fretta deve comunque essere compatibile con materiali compositi, cicli termici, finitura, tolleranze, documentazione, ispezioni e ripetibilità.
Per questo la nomina di Chris Athearn è significativa: Massivit non sta soltanto cercando visibilità nel mercato americano, ma competenze per tradurre la propria offerta in un linguaggio comprensibile a prime contractor, uffici programma, procurement militare e strutture della base industriale della difesa. La tecnologia può ridurre un collo di bottiglia, ma il suo inserimento nei programmi richiede credibilità, referenze e percorsi di qualifica.
Una traiettoria da seguire
Massivit si muove in un segmento preciso della manifattura additiva: grandi formati, stampi, attrezzature e compositi. Non è lo stesso spazio delle stampanti metalliche per parti motore o componenti strutturali certificati in lega metallica. Il suo campo è quello dei processi che permettono di accelerare la produzione di parti composite, soprattutto quando geometrie grandi, serie limitate, iterazioni rapide e capacità locale diventano decisive.
L’arrivo di Athearn nel board aggiunge competenza su acquisizioni, programmi militari e relazioni con la base industriale USA. La partita, per Massivit, sarà dimostrare che tecnologie come Cast In Motion, i materiali sviluppati con Sika, i service bureau con partner come Comparts e piattaforme come RapidWings possono passare dalla promessa industriale alla capacità produttiva adottabile nei programmi reali di aerospazio e difesa.
