Kömmerling, marchio del gruppo profine, amplia il proprio raggio d’azione nel mondo dei materiali tecnici con PrintFlow, un filamento in PVC sviluppato per stampanti 3D FDM e FFF. Il prodotto nasce dall’esperienza dell’azienda tedesca nella lavorazione del PVC per profili, sistemi per serramenti, lastre e soluzioni per l’edilizia, ma si rivolge a un ambito diverso: la produzione additiva a filamento.

Il punto centrale non è solo l’arrivo di un altro materiale per stampanti 3D, ma il tentativo di rendere più accessibile un polimero che nel mondo FFF è meno comune rispetto a PLA, PETG, ABS, ASA o nylon. Il PVC è molto utilizzato in ambito industriale e nelle costruzioni per la sua resistenza agli agenti atmosferici, all’umidità e all’usura, ma portarlo su una stampante a filamento richiede una formulazione adatta alla deposizione strato su strato, al controllo della temperatura e alla stabilità del processo.

Con PrintFlow, profine Group e Kömmerling propongono quindi un filamento pensato per chi deve produrre componenti funzionali, prototipi tecnici, piccole serie o parti personalizzate che devono lavorare anche in ambienti più impegnativi rispetto a quelli tipici di un semplice modello dimostrativo.

Un PVC bianco per FDM e FFF

Kömmerling PrintFlow viene proposto come filamento in PVC bianco per stampanti 3D FDM/FFF. La scelta del bianco è interessante perché il PVC utilizzato in edilizia e nei profili per serramenti è spesso associato proprio a superfici chiare, stabili e resistenti all’esterno. In ambito stampa 3D, però, il materiale deve comportarsi in modo diverso rispetto a un profilo estruso tradizionale: deve scorrere attraverso l’hotend, aderire al piano, mantenere la forma durante il raffreddamento e ridurre il rischio di deformazioni.

Il filamento è disponibile nel formato da 1,75 mm, con bobina da 750 grammi. Secondo le indicazioni del produttore, la temperatura dell’ugello consigliata è compresa tra 205 e 220 °C, mentre il piano di stampa dovrebbe lavorare tra 70 e 80 °C. La velocità di stampa indicata copre un intervallo ampio, da 50 a 300 mm/s, ma nella pratica il valore corretto dipenderà dalla macchina, dal tipo di pezzo, dalla geometria, dalla ventilazione e dal livello di finitura richiesto.

Un dettaglio importante è la necessità di usare una stampante chiusa. Non è un’informazione secondaria: il PVC, come altri materiali tecnici, beneficia di un ambiente di stampa più controllato, con minori variazioni di temperatura intorno al pezzo. Questo aiuta a limitare deformazioni, sollevamenti dagli angoli e differenze tra uno strato e l’altro.

Perché il PVC nella stampa 3D è diverso dai materiali più comuni

Chi stampa PLA o PETG è abituato a materiali relativamente semplici da gestire. Il PVC, invece, richiede più attenzione. Non è un filamento da trattare come un materiale generico per uso domestico o scolastico. La lavorazione deve avvenire in un ambiente ben ventilato, meglio ancora con sistemi di aspirazione o filtrazione, e la temperatura dell’ugello non deve essere spinta oltre le indicazioni del produttore.

Le linee guida di Kömmerling indicano di non superare i 230 °C con l’ugello. Questo limite è importante perché la degradazione termica del PVC può creare problemi alla qualità del pezzo e anche alla macchina, in particolare per la possibile corrosione di componenti metallici. Per lo stesso motivo viene consigliato di non lasciare il filamento fermo a lungo dentro un ugello caldo.

Prima di caricare PrintFlow è utile pulire bene il percorso del materiale, eliminando residui di PETG, ASA, ABS, TPU o altri filamenti. Una contaminazione interna all’hotend può causare ostruzioni, estrusione irregolare o difetti superficiali. Per ottenere una buona adesione al piano, il produttore consiglia anche l’uso di brim e di un adesivo liquido o spray per il piano di stampa.

Applicazioni possibili: non solo prototipi estetici

Il posizionamento di Kömmerling PrintFlow è più tecnico che hobbistico. Il materiale viene indicato per applicazioni nel settore delle costruzioni, dell’elettronica, della sanità, del packaging, dei trasporti e per usi personalizzati. In questi ambiti la stampa 3D non serve solo a mostrare una forma, ma a testare un componente, verificare un accoppiamento, produrre una piccola serie o realizzare parti che devono sopportare umidità, luce, sfregamento e condizioni d’uso più severe.

Nel settore edile, ad esempio, un filamento in PVC può essere utile per campioni, dime, coperture, distanziali, elementi di prova, componenti di raccordo o prototipi legati a sistemi per serramenti e facciate. Nell’elettronica può interessare per involucri, passacavi, supporti e componenti destinati ad ambienti interni o semi-esterni. Nel packaging e nei trasporti può servire per attrezzature, supporti di fissaggio, maschere e parti su misura.

Questo non significa che il materiale sostituisca automaticamente stampaggio a iniezione, estrusione o lavorazioni tradizionali. Il suo spazio più logico è dove servono flessibilità, tempi brevi, geometrie personalizzate e produzioni limitate. Per lotti elevati, il costo per pezzo e i tempi macchina restano fattori da valutare con attenzione.

Le proprietà dichiarate nel datasheet

La scheda tecnica di Kömmerling PrintFlow indica una densità di 1,24 g/cm³, una temperatura di transizione vetrosa di 58 °C e una temperatura Vicat di 64,4 °C. Il modulo elastico riportato è di 1545 MPa, con resistenza a trazione di 27,9 MPa e allungamento a rottura del 6,7%. La resistenza a flessione è indicata a 51,3 MPa, mentre il modulo a flessione è pari a 1749 MPa.

Questi dati collocano PrintFlow in una fascia da materiale tecnico per parti rigide, più adatto a componenti strutturali leggeri, supporti, prototipi funzionali e parti sottoposte a uso reale rispetto a semplici modelli decorativi. La resistenza agli agenti atmosferici, all’umidità, ai raggi UV e all’abrasione è uno degli aspetti su cui Kömmerling insiste maggiormente.

Va però ricordato che le proprietà effettive di un pezzo stampato in 3D dipendono anche dai parametri di stampa: temperatura, velocità, orientamento, numero di perimetri, riempimento, adesione tra strati e condizioni ambientali. Due componenti stampati con lo stesso filamento possono comportarsi in modo diverso se prodotti con impostazioni differenti.

Il legame con profine e Kömmerling

La scelta di profine Group di portare un materiale in PVC nella stampa 3D è coerente con la storia dell’azienda. profine GmbH è conosciuta come produttore internazionale di profili in PVC-U per finestre e porte, oltre che come fornitore di sistemi per persiane, lastre in PVC e soluzioni per involucri edilizi. Kömmerling è uno dei marchi principali del gruppo e ha una presenza consolidata nel settore dei sistemi in PVC.

Con PrintFlow, questa esperienza viene trasferita in un formato diverso: non più profilo estruso per serramenti, ma filamento per produzione additiva. È un passaggio interessante perché mette in contatto due mondi: quello dell’edilizia e dei materiali plastici tecnici, e quello della stampa 3D FFF, dove la disponibilità di filamenti specializzati può ampliare le possibilità applicative.

Frank Helbing, Head of Design & Development/CAx PLM e Digitalization Officer di profine GmbH, collega il materiale a piccole serie, prodotti individuali e prototipi di design. È una descrizione realistica: il valore del filamento non sta nel promettere di cambiare ogni processo produttivo, ma nel dare agli utilizzatori un’opzione in più quando servono parti in PVC stampabili direttamente.

Cosa valutare prima di usarlo

PrintFlow non va visto come un filamento universale. Chi vuole provarlo dovrebbe verificare prima alcuni requisiti: stampante chiusa, buona gestione della ventilazione, hotend adatto, piano riscaldato, possibilità di usare adesivi per il piano e attenzione alla pulizia dell’ugello. È anche opportuno evitare l’uso in ambienti non controllati o vicino a persone sensibili, bambini o donne in gravidanza, seguendo le indicazioni di sicurezza del produttore.

Per laboratori, aziende e service che già lavorano con materiali tecnici, il filamento può essere interessante soprattutto per parti esposte all’esterno, componenti personalizzati e prototipi che devono simulare proprietà più vicine a quelle del PVC tradizionale. Per il maker domestico, invece, la barriera non è tanto il prezzo, ma la gestione corretta del processo.

Un materiale da seguire nei test pratici

Kömmerling PrintFlow aggiunge una proposta diversa al mercato dei filamenti tecnici. Il fatto che venga da un gruppo con esperienza nel PVC dà al prodotto un contesto industriale chiaro. La vera prova sarà però sul campo: qualità superficiale, stabilità dimensionale, adesione tra strati, odori, compatibilità con diverse stampanti e comportamento su pezzi complessi.

Per ora il filamento si presenta come una soluzione per chi cerca il PVC nella stampa 3D FFF senza dover ricorrere a formulazioni generiche o poco documentate. Non è un materiale da usare con leggerezza, ma può avere senso in quelle applicazioni dove PLA e PETG non bastano, ABS e ASA non sono ideali, e il PVC offre un vantaggio pratico in termini di resistenza all’ambiente e continuità con materiali già usati in ambito industriale.

Di Fantasy

Lascia un commento