OTTAVA segna il ritorno di Johnson & Johnson nella competizione per la chirurgia robotica dei tessuti molli
Johnson & Johnson ha ottenuto il 22 luglio 2026 l’autorizzazione De Novo della Food and Drug Administration statunitense per OTTAVA, il proprio sistema robotico destinato alla chirurgia dei tessuti molli. L’autorizzazione rappresenta un passaggio importante in un mercato dominato da oltre vent’anni da Intuitive Surgical e dal sistema da Vinci e arriva dopo un percorso di sviluppo iniziato molto prima della comparsa del nome OTTAVA, attraverso la collaborazione di Johnson & Johnson con Google Life Sciences, la nascita di Verb Surgical, l’acquisizione di Auris Health e l’integrazione progressiva di robotica, strumentazione chirurgica, software e gestione dei dati. L’elemento più evidente di OTTAVA è l’architettura: quattro bracci robotici sono integrati direttamente in un tavolo operatorio di dimensioni standard e possono essere riposti sotto il piano quando non vengono utilizzati. Ma la parte più interessante dal punto di vista industriale non è necessariamente la disposizione dei bracci. Johnson & Johnson sta costruendo intorno al robot un’infrastruttura digitale nella quale movimento, automazione delle operazioni di setup, strumenti chirurgici, video, dati e intelligenza artificiale possono progressivamente essere collegati. È in questo senso che OTTAVA può essere letto come uno dei primi esempi di evoluzione verso quella che viene sempre più spesso definita “Physical AI”: sistemi nei quali algoritmi e dati non rimangono confinati al software, ma sono collegati a macchine che percepiscono l’ambiente e intervengono fisicamente nel mondo reale. Questo non significa che OTTAVA sia un chirurgo autonomo o che l’intelligenza artificiale prenda decisioni cliniche indipendenti. Il sistema rimane una piattaforma robotica controllata dal chirurgo. La direzione tecnologica, però, mostra come la futura sala operatoria possa trasformarsi in un ambiente molto più connesso, nel quale robotica, sensori, automazione e dati lavorano insieme intorno all’équipe medica.
L’autorizzazione FDA arriva dopo il primo studio clinico su 30 pazienti
Il percorso regolatorio ha subito un’accelerazione importante tra il 2024 e il 2026. Johnson & Johnson aveva ottenuto nel novembre 2024 l’autorizzazione FDA per avviare lo studio Investigational Device Exemption di OTTAVA. Il primo studio clinico prospettico multicentrico ha valutato il sistema negli interventi Roux-en-Y gastric bypass. I risultati comunicati nel maggio 2026 hanno riguardato una coorte di 30 pazienti. Johnson & Johnson ha dichiarato che lo studio ha raggiunto gli endpoint primari di sicurezza e prestazione a 30 giorni e che tutti gli interventi previsti sono stati completati roboticamente con OTTAVA senza conversione a una procedura non robotica. Questi risultati hanno contribuito alla domanda De Novo presentata alla FDA nel gennaio 2026.
L’autorizzazione ottenuta il 22 luglio è più ampia rispetto alla sola chirurgia bariatrica utilizzata nello studio iniziale. OTTAVA può essere commercializzato negli Stati Uniti per diversi interventi di chirurgia generale nell’addome superiore, tra cui Roux-en-Y gastric bypass, gastrectomia, colecistectomia, splenectomia, sleeve gastrectomy, resezione dell’intestino tenue, appendicectomia, lisi delle aderenze, fundoplicatio e riparazione dell’ernia iatale. Johnson & Johnson ha inoltre avviato un secondo programma clinico dedicato alle ernie inguinali e punta progressivamente ad ampliare le indicazioni e le autorizzazioni geografiche. La commercializzazione negli Stati Uniti partirà con un numero selezionato di clienti, una strategia che permette all’azienda di controllare più attentamente formazione, installazioni, supporto clinico e raccolta dell’esperienza durante le prime fasi di utilizzo.
Quattro bracci vengono integrati direttamente nel tavolo operatorio
La caratteristica progettuale che differenzia maggiormente OTTAVA dai sistemi robotici tradizionali è la relazione tra robot e tavolo operatorio. Le piattaforme chirurgiche multi-port convenzionali utilizzano generalmente carrelli indipendenti o strutture robotiche collocate accanto al paziente. Questo approccio funziona, ma introduce nella sala operatoria apparecchiature di grandi dimensioni che occupano spazio e devono essere posizionate correttamente prima dell’intervento.
OTTAVA integra quattro bracci robotici direttamente nella base di un tavolo operatorio di dimensioni standard. Quando non servono, i bracci possono essere riposti sotto il piano. Quando vengono utilizzati, emergono e vengono posizionati attorno al paziente.
Johnson & Johnson dichiara che questa architettura riduce l’ingombro del sistema del 30-50% rispetto alle configurazioni tradizionali basate su boom o carrelli. Il confronto è stato effettuato dall’azienda considerando la superficie occupata da differenti sistemi robotici multi-port.
La riduzione dello spazio occupato non è semplicemente una questione estetica. Una sala operatoria contiene anestesisti, infermieri, chirurghi, monitor, dispositivi di imaging, tavoli per la strumentazione e numerose altre apparecchiature. Mantenere libero l’accesso al paziente può diventare particolarmente importante in una situazione nella quale sia necessario passare rapidamente dalla procedura robotica a un intervento manuale.
Twin Motion fa muovere insieme paziente e robot
Una seconda caratteristica centrale è denominata Twin Motion. Il tavolo operatorio e i quattro bracci robotici possono muoversi in maniera sincronizzata quando il paziente viene riposizionato.
Nella chirurgia addominale può essere necessario modificare l’inclinazione del paziente durante lo stesso intervento per migliorare l’accesso a differenti regioni anatomiche. In alcuni sistemi robotici tradizionali questo può richiedere una sospensione del lavoro e una nuova configurazione dei bracci.
Con Twin Motion, OTTAVA mantiene invece la relazione geometrica tra strumenti e paziente durante il movimento del tavolo, riducendo la necessità di effettuare un nuovo docking.
La funzione è particolarmente interessante perché rappresenta un primo esempio concreto di automazione coordinata dell’ambiente fisico. Il software non controlla soltanto il movimento di un singolo braccio: deve conoscere simultaneamente posizione dei quattro robot, geometria del tavolo e configurazione dell’intervento.
Johnson & Johnson utilizza inoltre pose robotiche predefinite che permettono al sistema di coordinare automaticamente alcune configurazioni durante setup e breakdown. Anche in questo caso si tratta di automazione del workflow e non di autonomia chirurgica: il robot semplifica operazioni ripetitive lasciando al personale sanitario il controllo clinico della procedura.
OTTAVA non è un chirurgo autonomo
Il collegamento con il concetto di Physical AI richiede quindi una distinzione importante. Nell’immaginario comune l’intelligenza artificiale applicata alla chirurgia può suggerire l’idea di una macchina che identifica autonomamente un problema e lo opera. OTTAVA non funziona così.
Il chirurgo continua a controllare gli strumenti robotici e a prendere le decisioni cliniche. L’autorizzazione FDA riguarda un sistema robotico assistito, non un sistema capace di operare autonomamente.
L’intelligenza e l’automazione si concentrano per ora soprattutto sull’infrastruttura: configurazione della macchina, sincronizzazione dei movimenti, gestione dei dati, documentazione e supporto al workflow.
Questo è comunque un terreno particolarmente interessante perché molti sistemi di Physical AI non diventano autonomi improvvisamente. L’evoluzione avviene per livelli. Prima vengono automatizzate attività ripetitive e prevedibili; successivamente sensori e software aiutano l’operatore a interpretare la situazione; soltanto molto più avanti possono essere prese in considerazione forme limitate di autonomia.
In medicina questo percorso sarà inevitabilmente più lento e regolamentato rispetto alla robotica industriale, perché ogni aumento dell’autonomia deve essere dimostrato in termini di sicurezza clinica.
Polyphonic trasforma il robot in una fonte di dati chirurgici
L’altra metà della strategia Johnson & Johnson è Polyphonic, l’ecosistema digitale annunciato dal gruppo nel 2024 e progressivamente ampliato negli anni successivi. Polyphonic è progettato per collegare video chirurgici, dati delle apparecchiature, contenuti formativi e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.
OTTAVA è direttamente connesso a questa infrastruttura.
La conseguenza è importante. Un robot chirurgico non produce soltanto movimento: può generare una rappresentazione digitale molto dettagliata di ciò che accade durante la procedura. Posizione degli strumenti, sequenze di azioni, video e altri dati possono potenzialmente essere correlati.
Un intervento diventa quindi non soltanto un atto clinico, ma anche una fonte strutturata di informazioni utilizzabili per formazione, analisi e miglioramento delle procedure.
Johnson & Johnson ha definito Polyphonic come un ecosistema aperto e sicuro e nel 2026 ha iniziato a costruire una rete internazionale dedicata alla “surgical intelligence”. Una collaborazione con il Department of Health di Abu Dhabi prevede l’utilizzo di Polyphonic come base per una rete globale di sale operatorie intelligenti, con il coinvolgimento dell’infrastruttura tecnologica di aziende come Amazon Web Services e NVIDIA.
L’AI può imparare dalla chirurgia prima ancora di poter intervenire sulla chirurgia
La disponibilità di grandi quantità di dati strutturati è uno dei prerequisiti fondamentali per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un modello può analizzare migliaia di procedure per individuare pattern, differenze nella sequenza operativa, tempi, eventi critici o variazioni tra chirurghi.
In una prima fase l’intelligenza artificiale può essere utilizzata soprattutto dopo l’intervento. Il video viene analizzato, alcune fasi vengono identificate automaticamente e il chirurgo può rivedere determinati passaggi senza esaminare ore di registrazione.
Successivamente gli stessi algoritmi possono essere utilizzati durante la procedura per offrire informazioni contestuali.
Il passaggio successivo, molto più complesso, consiste nel collegare questa comprensione al controllo robotico. Se una macchina conosce ciò che vede, conosce la propria posizione nello spazio e dispone di un modello delle conseguenze delle proprie azioni, entra progressivamente nel territorio della Physical AI.
Ma tra un sistema che riconosce automaticamente una fase chirurgica e uno che può eseguire autonomamente un gesto sul paziente esiste una distanza regolatoria e tecnologica enorme.
OTTAVA crea però l’infrastruttura nella quale queste capacità future potrebbero essere sviluppate.
La storia di OTTAVA comincia con Google e Verb Surgical
Il progetto ha radici molto più lontane rispetto alla presentazione del nome OTTAVA. Nel marzo 2015 Ethicon, società del gruppo Johnson & Johnson, annunciò una collaborazione con Google Life Sciences per sviluppare una nuova piattaforma robotica.
Nel dicembre dello stesso anno nacque Verb Surgical. La società riuniva competenze chirurgiche e strumentazione di Ethicon con software, robotica, imaging e machine learning provenienti dall’organizzazione Google Life Sciences, successivamente diventata Verily.
L’obiettivo dichiarato era già allora più ampio della semplice creazione di un robot. Verb parlava di una piattaforma chirurgica capace di integrare robotica, visualizzazione, strumentazione e dati.
Il progetto attraversò però un percorso di sviluppo più lungo e difficile del previsto. Johnson & Johnson decise progressivamente di aumentare il controllo della piattaforma e nel 2019 acquisì la quota restante di Verb Surgical da Verily.
Una parte importante del know-how sviluppato durante quel programma è confluita nella successiva strategia digitale e robotica del gruppo.
L’acquisizione di Auris Health aggiunge altri 3,4 miliardi di dollari alla strategia robotica
Sempre nel 2019 Johnson & Johnson completò l’acquisizione di Auris Health per circa 3,4 miliardi di dollari netti, con ulteriori pagamenti potenziali legati al raggiungimento di determinati obiettivi.
Auris era stata fondata dal pioniere della chirurgia robotica Frederic Moll, precedentemente tra i fondatori di Intuitive Surgical.
La società aveva sviluppato Monarch, una piattaforma robotica destinata inizialmente alla broncoscopia e agli interventi polmonari, e disponeva di competenze avanzate in robotica, navigazione e sistemi miniaturizzati.
L’acquisizione Auris e l’internalizzazione di Verb hanno progressivamente riunito sotto Johnson & Johnson una quantità molto ampia di proprietà intellettuale e competenze. OTTAVA deve quindi essere interpretato come il risultato di oltre dieci anni di investimenti, acquisizioni, prototipi e riorganizzazione, non come un sistema nato improvvisamente negli ultimi due o tre anni.
Intuitive Surgical rimane il riferimento che tutti devono affrontare
Entrare nel mercato della chirurgia robotica significa confrontarsi inevitabilmente con Intuitive Surgical. Alla fine del 2025 l’azienda aveva una base installata di circa 11.106 sistemi da Vinci e nel corso dell’anno erano state effettuate circa 3,153 milioni di procedure con la piattaforma, in crescita del 18% rispetto al 2024.
Il totale storico aveva superato i 20 milioni di pazienti operati con sistemi da Vinci.
Nel solo 2025 Intuitive ha installato 1.721 nuovi sistemi da Vinci, tra cui 870 unità della nuova generazione da Vinci 5.
Sono numeri che spiegano perché l’ingresso di Johnson & Johnson sia così rilevante ma contemporaneamente difficile. Non basta costruire un robot tecnologicamente valido. Bisogna sviluppare formazione, assistenza, strumenti monouso, software, procedure cliniche, relazioni con gli ospedali e una base di chirurghi abituati alla piattaforma.
Intuitive ha avuto più di vent’anni per costruire questo ecosistema.
Johnson & Johnson dispone però di un vantaggio differente: Ethicon è già uno dei maggiori fornitori mondiali di dispositivi e strumenti chirurgici e possiede una presenza consolidata nelle sale operatorie.
La strumentazione Ethicon diventa parte della strategia robotica
OTTAVA utilizza infatti strumenti chirurgici sviluppati a partire dall’esperienza Ethicon. Il portafoglio iniziale comprende, tra gli altri, un needle driver progettato per ridurre il rischio di tagliare involontariamente la sutura e forbici monopolari curve.
Questo aspetto è molto importante dal punto di vista economico. Il mercato della chirurgia robotica non è basato soltanto sulla vendita del robot. Una parte significativa dei ricavi viene generata dai dispositivi, dagli strumenti e dai consumabili utilizzati durante ogni intervento.
Intuitive Surgical ha registrato nel 2025 circa 6,02 miliardi di dollari di ricavi da strumenti e accessori, rispetto a circa 2,47 miliardi generati dalla vendita dei sistemi.
Johnson & Johnson possiede già una presenza estremamente forte nella strumentazione chirurgica tradizionale e vuole trasferire parte di questa posizione verso la chirurgia robotica.
La competizione futura potrebbe quindi riguardare meno il robot in sé e sempre di più l’intero ecosistema che circonda ogni procedura.
Medtronic è entrata negli Stati Uniti con Hugo alla fine del 2025
Intuitive e Johnson & Johnson non sono gli unici concorrenti. Medtronic ha ottenuto nel dicembre 2025 l’autorizzazione FDA per Hugo Robotic-Assisted Surgery System nelle procedure urologiche, comprese prostatectomia, nefrectomia e cistectomia.
Hugo utilizza un’architettura differente rispetto a OTTAVA. I bracci sono installati su carrelli indipendenti che possono essere posizionati intorno al paziente e la console del chirurgo utilizza un design aperto.
Medtronic collega il robot al proprio ecosistema Touch Surgery, che comprende formazione, tele-proctoring e analisi dei video post-operatori supportata dall’intelligenza artificiale.
È interessante osservare come i principali produttori stiano arrivando a una conclusione molto simile nonostante utilizzino hardware differenti: il robot da solo non è più sufficiente. La piattaforma deve essere collegata a un sistema digitale capace di utilizzare i dati generati prima, durante e dopo l’intervento.
CMR Surgical aumenta ulteriormente la concorrenza
Anche CMR Surgical sta ampliando la presenza statunitense del sistema Versius Plus. Nel 2026 la società ha presentato alla FDA una nuova domanda per estendere l’utilizzo della piattaforma alla chirurgia ginecologica dopo l’autorizzazione per la colecistectomia.
Versius utilizza un’architettura modulare con bracci separati e compatti ed è diventato uno dei sistemi robotici più utilizzati al di fuori degli Stati Uniti dopo da Vinci.
Il risultato è un mercato molto più competitivo rispetto a quello di pochi anni fa. Intuitive mantiene una posizione dominante, ma Medtronic, Johnson & Johnson e CMR Surgical stanno entrando con filosofie differenti.
Per gli ospedali la competizione può diventare importante perché permette di confrontare dimensioni, costo, modelli di acquisto, strumenti, software e possibilità di integrare il robot all’interno delle sale operatorie esistenti.
OTTAVA prova a risolvere anche il problema dell’utilizzo dello spazio
Johnson & Johnson insiste particolarmente sull’ingombro della macchina perché molte sale operatorie sono state costruite prima della diffusione della robotica.
Installare un sistema grande può richiedere modifiche al layout oppure ridurre lo spazio disponibile per personale e altre apparecchiature.
L’integrazione dei bracci nel tavolo permette invece di utilizzare la stessa sala per procedure robotiche, laparoscopiche, ibride o aperte senza dover necessariamente rimuovere un grande robot.
Questo può avere anche conseguenze economiche. Un ospedale valuta un sistema robotico non soltanto in base alla qualità clinica ma considerando quante procedure può eseguire, quanto tempo richiede il turnover tra due interventi e quanto spazio viene immobilizzato.
Ridurre setup e breakdown può quindi diventare importante quasi quanto aumentare la precisione del movimento robotico.
È uno dei motivi per cui la nuova generazione di chirurgia robotica sta progressivamente spostando l’attenzione dalle sole prestazioni del braccio al workflow complessivo della sala operatoria.
Il concetto di Physical AI diventa più chiaro osservando robot come Norbert
Il robot Norbert sviluppato da Norbert Health rappresenta un esempio molto diverso ma utile per comprendere l’evoluzione verso la Physical AI in sanità.
Norbert non opera il paziente. È progettato per muoversi nelle strutture sanitarie e raccogliere informazioni durante i normali round.
Il sistema combina telecamere, sensing contactless, audio e modelli di intelligenza artificiale per rilevare segnali come frequenza cardiaca e respiratoria, valutare mobilità e comportamento, interagire con il paziente, creare documentazione clinica e segnalare anomalie al personale.
La società descrive l’architettura come un modulo AI che può trasformare una piattaforma robotica mobile in un assistente sanitario.
Il concetto è interessante perché l’intelligenza artificiale non si limita ad analizzare un dato caricato da un essere umano. Il robot si muove fisicamente nell’ambiente, raccoglie informazioni attraverso i sensori, interpreta la situazione e compie un’azione, come creare un task o inviare un allarme.
È precisamente questa combinazione tra percezione, ragionamento e azione che caratterizza molte definizioni di Physical AI.
Norbert rimane un dispositivo investigazionale negli Stati Uniti ed è ancora in attesa di autorizzazione FDA. Non deve quindi essere presentato come un sistema clinico già approvato per l’utilizzo autonomo.
NVIDIA sta costruendo l’infrastruttura tecnologica della Physical AI
Il termine Physical AI viene utilizzato in modo crescente anche da NVIDIA, che nel 2026 ha ampliato Cosmos, Isaac e altri strumenti destinati allo sviluppo di robot capaci di percepire e interagire con il mondo fisico.
Tra le aziende indicate da NVIDIA come utilizzatrici o partner dell’ecosistema figurano anche gruppi attivi nella chirurgia robotica, tra cui Medtronic e CMR Surgical.
La simulazione assume un ruolo centrale. Prima di utilizzare un robot nell’ambiente reale è possibile costruire un digital twin della macchina e dello spazio circostante e generare migliaia o milioni di scenari virtuali.
Per un robot industriale significa simulare collisioni, prese e traiettorie. In chirurgia le difficoltà sono molto maggiori perché anatomia, tessuti e condizioni cliniche cambiano da paziente a paziente.
Ma la filosofia generale rimane simile: più dati e simulazioni vengono raccolti, maggiore può diventare la capacità del software di riconoscere situazioni e suggerire o automatizzare azioni.
Il carico cognitivo del chirurgo diventa un nuovo problema di progettazione
La robotica chirurgica ha già ridotto alcuni limiti fisici della laparoscopia tradizionale. Il chirurgo può lavorare in posizione più ergonomica, utilizzare immagini ingrandite e controllare strumenti con gradi di libertà difficili da ottenere con normali utensili laparoscopici.
Ma la robotica introduce anche nuove fonti di complessità.
Il chirurgo deve controllare numerose informazioni sul display, comprendere la posizione dei bracci, coordinarsi con personale che può trovarsi fisicamente separato dalla console e mantenere consapevolezza di ciò che accade intorno al paziente.
Per questo la generazione successiva dei sistemi non può limitarsi ad aggiungere nuove funzioni.
L’automazione deve possibilmente ridurre il carico cognitivo. Un sistema che richiede al chirurgo di gestire altri dieci menu potrebbe essere tecnicamente più sofisticato ma operativamente peggiore.
Automatizzare pose dei bracci, sincronizzare tavolo e strumenti e presentare informazioni contestuali sono quindi esempi di come l’AI e il software possano essere utili prima ancora di assumere un ruolo direttamente chirurgico.
La sala operatoria può diventare un sistema connesso invece di una raccolta di apparecchiature
Oggi molte sale operatorie contengono dispositivi prodotti da aziende diverse che generano dati separati. Il robot conosce i movimenti degli strumenti; la macchina anestesiologica conosce altri parametri; i sistemi di imaging dispongono delle proprie informazioni; il video chirurgico viene archiviato separatamente.
La visione di ecosistemi come Polyphonic consiste nel collegare almeno una parte di queste informazioni.
In prospettiva il software potrebbe conoscere la fase della procedura, gli strumenti utilizzati, la posizione della macchina e i parametri clinici rilevanti.
È qui che il concetto di “intelligent operating room” diventa più concreto.
Non significa necessariamente affidare il controllo a una singola AI centrale. Può invece significare creare un livello software capace di raccogliere informazioni da apparecchiature differenti e presentare al personale soltanto quelle rilevanti nel momento giusto.
Per la stampa 3D il punto interessante non è necessariamente stampare OTTAVA
L’articolo di Fabbaloo collega questa evoluzione al settore dell’Additive Manufacturing. È però importante evitare una deduzione non supportata: Johnson & Johnson non ha dichiarato pubblicamente che OTTAVA venga prodotto in maniera significativa attraverso stampa 3D e non sono disponibili dati che permettano di affermare che i principali componenti strutturali del robot siano additive.
La relazione con la produzione additiva è più generale e, dal punto di vista industriale, forse più interessante.
Un sistema robotico medicale contiene una grande quantità di parti specializzate prodotte in volumi relativamente bassi: supporti, alloggiamenti, guide, sistemi di connessione, utensili, fixture di assemblaggio, prototipi e componenti necessari per verificare rapidamente nuove versioni.
In questo tipo di ambiente l’Additive Manufacturing può ridurre il tempo necessario per passare da una modifica CAD a un componente fisico.
La possibilità di integrare canalizzazioni interne, ridurre il numero delle parti o creare strutture leggere può inoltre risultare interessante per alcuni elementi dei bracci e della strumentazione, purché materiali e processi soddisfino i relativi requisiti medicali.
Il vero valore dell’AM può essere durante lo sviluppo del robot
Un sistema come OTTAVA attraversa centinaia o migliaia di iterazioni prima di essere commercializzato. La geometria di un’impugnatura, un supporto per sensore, un percorso dei cavi o una parte del meccanismo può essere modificata molte volte.
Creare ogni variante con attrezzature tradizionali rallenta il processo.
La stampa 3D consente invece agli ingegneri di produrre rapidamente prototipi funzionali e verificare ergonomia, collisioni, assemblaggio e comportamento meccanico.
Il valore non consiste necessariamente nel fatto che il componente finale rimanga stampato. Una parte può essere realizzata additivamente durante cinquanta iterazioni e poi passare allo stampaggio a iniezione una volta stabilizzata la geometria.
È uno dei ruoli più consolidati dell’AM nello sviluppo dei dispositivi medicali e diventa ancora più importante quando la macchina contiene numerosi sottosistemi meccatronici.
Gli strumenti chirurgici personalizzati rappresentano un’altra possibile area
Una seconda opportunità riguarda strumenti e componenti destinati al contatto con il paziente.
L’Additive Manufacturing metallico è già utilizzato in medicina per impianti ortopedici e spinali, dove strutture porose e geometrie patient-specific possono offrire vantaggi difficilmente ottenibili attraverso lavorazioni tradizionali.
Nella robotica chirurgica la stessa capacità produttiva potrebbe essere applicata a strumenti specializzati, end-effector e componenti miniaturizzati, naturalmente dopo adeguata qualificazione.
La produzione additiva consente inoltre di integrare canali interni, ridurre assemblaggi e creare forme ergonomiche difficili da lavorare.
L’utilità reale dipenderà però da costi, requisiti di sterilizzazione, materiali, volumi e procedure regolatorie. Non ogni strumento chirurgico trae vantaggio dalla stampa 3D e per parti prodotte in milioni di unità stampaggio e lavorazioni convenzionali possono rimanere molto più efficienti.
Jig e fixture sono probabilmente l’applicazione più immediata
Meno visibili ma spesso economicamente molto efficaci sono dime, fixture e attrezzature utilizzate per costruire e collaudare i robot.
Un sistema chirurgico contiene componenti che devono essere assemblati con precisione e sottoposti a test ripetibili. Una fabbrica può aver bisogno di supporti dedicati a uno specifico modello, maschere per posizionare sensori, protezioni, attrezzature per la calibrazione e sistemi per organizzare i componenti durante il montaggio.
Questi utensili vengono normalmente prodotti in quantità molto piccole e possono cambiare frequentemente durante l’evoluzione del prodotto.
È esattamente il tipo di applicazione nella quale FDM, SLS e altri processi additivi possono essere molto competitivi senza entrare direttamente nella parte regolata che viene utilizzata sul paziente.
Physical AI e Additive Manufacturing condividono una caratteristica: entrambi partono dal modello digitale
Esiste inoltre una relazione più profonda tra le due tecnologie.
Un robot moderno nasce come sistema digitale prima di diventare macchina fisica. CAD, simulazioni, software di controllo e digital twin descrivono geometria e comportamento.
L’Additive Manufacturing utilizza a sua volta direttamente il modello digitale per creare l’oggetto.
Quando sviluppo robotico e produzione additiva vengono combinati, il ciclo modifica-simula-produci-prova può diventare estremamente rapido.
È una caratteristica particolarmente importante nei settori nei quali l’intelligenza della macchina evolve continuamente attraverso software e sensoristica. Se il software cambia molto più rapidamente dell’hardware, una capacità produttiva flessibile permette di ridurre almeno in parte questa differenza.
Il futuro non è necessariamente un robot che sostituisce il chirurgo
L’evoluzione di OTTAVA, Norbert, Hugo, da Vinci e delle piattaforme concorrenti non suggerisce nel breve periodo la sostituzione di chirurghi e infermieri.
Mostra piuttosto una progressiva redistribuzione delle attività.
I robot possono stabilizzare movimenti, mantenere strumenti in posizione, automatizzare configurazioni, raccogliere dati, documentare procedure e svolgere attività ripetitive.
L’intelligenza artificiale può analizzare grandi quantità di informazioni e portare all’attenzione dell’operatore ciò che appare anomalo o rilevante.
Il personale sanitario mantiene invece responsabilità, giudizio clinico e gestione delle situazioni impreviste.
Norbert Health presenta esplicitamente il proprio robot come uno strumento destinato a ridurre il lavoro ripetitivo degli operatori, non a sostituirli. Johnson & Johnson utilizza una logica simile quando descrive Polyphonic e OTTAVA come strumenti destinati a sostenere il chirurgo.
La concorrenza si sposterà sempre più dal robot all’ecosistema
Il risultato più importante dell’autorizzazione OTTAVA potrebbe quindi essere l’inizio di una nuova fase nella chirurgia robotica.
Durante la prima generazione la competizione riguardava soprattutto la capacità di effettuare chirurgia minimamente invasiva attraverso un robot.
La seconda generazione aggiunge ergonomia, architetture differenti, riduzione dell’ingombro, toolchanger, maggiore precisione e nuova strumentazione.
La terza potrebbe essere definita dall’infrastruttura digitale.
Da Vinci, OTTAVA e Hugo non saranno valutati soltanto come macchine. Ospedali e chirurghi confronteranno formazione, gestione dei video, teleassistenza, analisi dei dati, capacità di integrare AI, disponibilità degli strumenti e costi per procedura.
Il robot diventa quindi il punto fisico di un ecosistema molto più grande.
OTTAVA rappresenta una piattaforma per il futuro più che un robot autonomo del presente
È questo il motivo per cui il collegamento con Physical AI è interessante pur richiedendo cautela.
OTTAVA non effettua autonomamente la chirurgia e l’autorizzazione FDA del 2026 non cambia il ruolo del chirurgo come responsabile della procedura.
La piattaforma riunisce però molti degli elementi necessari affinché l’intelligenza artificiale possa assumere un ruolo progressivamente maggiore: attuatori estremamente precisi, sensori, video, dati strutturati, software, automazione, strumenti digitali e una rete capace di raccogliere informazioni da numerose procedure.
Johnson & Johnson sta costruendo contemporaneamente robot e infrastruttura dati, mentre Intuitive Surgical, Medtronic e CMR Surgical seguono percorsi differenti verso lo stesso obiettivo generale.
Per l’industria della stampa 3D questo sviluppo merita attenzione non perché la futura sala operatoria debba necessariamente essere “stampata in 3D”, ma perché la crescita dei sistemi robotici intelligenti genera esattamente il tipo di produzione nel quale l’Additive Manufacturing può essere utile: elevata complessità, numerose iterazioni, componenti specializzati, attrezzature personalizzate e volumi iniziali relativamente bassi.
L’incontro tra robotica, AI e manifattura digitale può quindi diventare più importante della singola tecnologia. OTTAVA mostra come una macchina fisica possa progressivamente trasformarsi nel terminale operativo di un sistema digitale molto più ampio. E se la Physical AI diventerà una delle principali piattaforme tecnologiche della prossima decade, costruire rapidamente e modificare continuamente quel mondo fisico sarà un problema industriale nel quale la produzione additiva potrà avere un ruolo significativo.
Johnson & Johnson OTTAVA – dati principali
| Voce | Dato |
|---|---|
| Produttore | Johnson & Johnson MedTech |
| Sistema | OTTAVA Robotic Surgical System |
| Tipologia | Robot chirurgico multi-port per tessuti molli |
| Autorizzazione FDA | De Novo |
| Data autorizzazione | 22 luglio 2026 |
| Architettura | Quattro bracci integrati nel tavolo operatorio |
| Tavolo | Dimensioni standard |
| Bracci | Ripiegabili sotto il tavolo |
| Riduzione ingombro dichiarata | 30-50% rispetto a sistemi boom/cart tradizionali |
| Funzione Twin Motion | Movimento sincronizzato di tavolo e bracci |
| Repositioning paziente | Possibile senza ridocking tradizionale |
| Pose automatiche | Sì, configurazioni predefinite |
| Strumentazione | Johnson & Johnson / Ethicon |
| Ecosistema digitale | Polyphonic |
| Modalità chirurgica | Robot-assisted |
| Chirurgia autonoma | No |
| Lancio commerciale | Selettivo negli Stati Uniti |
| Espansione indicazioni | Prevista |
Procedure autorizzate inizialmente negli Stati Uniti
| Procedura | Autorizzata con OTTAVA |
|---|---|
| Roux-en-Y gastric bypass | Sì |
| Gastrectomia | Sì |
| Colecistectomia | Sì |
| Splenectomia | Sì |
| Sleeve gastrectomy | Sì |
| Resezione intestino tenue | Sì |
| Appendicectomia | Sì |
| Lisi delle aderenze | Sì |
| Fundoplicatio | Sì |
| Riparazione ernia iatale | Sì |
| Ernia inguinale | Studio clinico in corso |
Primo studio clinico OTTAVA
| Voce | Dato |
|---|---|
| Tipo | Studio prospettico multicentrico |
| Procedura | Roux-en-Y gastric bypass |
| Pazienti analizzati | 30 |
| Endpoint | Sicurezza e performance |
| Follow-up principale comunicato | 30 giorni |
| Endpoint raggiunti | Sì |
| Procedure completate roboticamente | 30/30 |
| Conversione a procedura non robotica | Nessuna |
| Presentazione risultati | ASMBS Annual Meeting 2026 |
| Utilizzo dati | Domanda FDA De Novo |
Da Verb Surgical a OTTAVA
| Anno | Evento |
|---|---|
| 2015 | Ethicon e Google Life Sciences avviano collaborazione robotica |
| 2015 | Nasce Verb Surgical |
| 2016-2018 | Sviluppo della piattaforma robotica e digitale |
| 2019 | J&J acquisisce Auris Health |
| 2019 | Valore iniziale acquisizione Auris: circa 3,4 miliardi $ |
| 2019 | J&J acquisisce la quota restante di Verb Surgical |
| 2023 | J&J presenta pubblicamente l’architettura OTTAVA |
| 2024 | FDA autorizza l’avvio dello studio IDE |
| 2025 | Primo utilizzo clinico |
| Gennaio 2026 | Domanda De Novo FDA |
| Maggio 2026 | Pubblicati risultati primo studio |
| Luglio 2026 | Autorizzazione FDA |
| 2026 | Avvio lancio commerciale selettivo USA |
Principali concorrenti nella chirurgia robotica
| Azienda | Sistema | Architettura | Situazione USA |
|---|---|---|---|
| Intuitive Surgical | da Vinci | Sistema robotico multi-port / SP | Ampia diffusione |
| Johnson & Johnson | OTTAVA | 4 bracci integrati nel tavolo | De Novo luglio 2026 |
| Medtronic | Hugo RAS | Bracci modulari su carrelli | FDA urologia dicembre 2025 |
| CMR Surgical | Versius Plus | Bracci modulari indipendenti | Progressiva espansione FDA |
Intuitive Surgical – dimensioni dell’ecosistema a fine 2025
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Sistemi da Vinci installati | Circa 11.106 |
| Procedure da Vinci 2025 | Circa 3,153 milioni |
| Crescita procedure 2025 | +18% |
| Sistemi da Vinci installati nel 2025 | 1.721 |
| Nuovi da Vinci 5 nel 2025 | 870 |
| Pazienti trattati storicamente | Oltre 20 milioni |
| Ricavi 2025 | Circa 10,1 miliardi $ |
| Ricavi strumenti/accessori | Circa 6,02 miliardi $ |
| Ricavi sistemi | Circa 2,47 miliardi $ |
Che cosa significa “Physical AI” in sanità
| Elemento | Funzione |
|---|---|
| Sensori | Percepiscono ambiente, paziente e macchina |
| Computer vision | Interpreta immagini e movimenti |
| AI | Analizza dati e riconosce pattern |
| Digital twin | Simula macchina e ambiente |
| Robotica | Trasforma comandi in azioni fisiche |
| Automazione | Gestisce attività ripetitive |
| Dati clinici | Contestualizzano il comportamento |
| Supervisione umana | Mantiene controllo e responsabilità |
| Esempio OTTAVA | Movimento robotico + dati + automazione |
| Esempio Norbert | Sensing + navigazione + alert clinici |
Norbert Health – sistema investigazionale
| Voce | Funzione dichiarata |
|---|---|
| Tipo | Autonomous care manager in sviluppo |
| Mobilità | Robot mobile / configurazione da tavolo |
| Frequenza cardiaca | Misura contactless |
| Frequenza respiratoria | Misura contactless |
| Mobilità | Analisi movimento e gait |
| Comportamento | Valutazione mediante sensori e AI |
| Interazione | Voice / dialogo |
| Documentazione | Generazione note cliniche |
| Alert | Escalation verso personale |
| EMR | Integrazione prevista |
| Stato USA | Investigational |
| FDA | Clearance ancora pendente |
Possibili applicazioni dell’Additive Manufacturing nella robotica chirurgica
| Applicazione | Potenziale vantaggio |
|---|---|
| Prototipi dei bracci | Iterazione rapida |
| Housing e carter | Geometrie personalizzate |
| Supporti sensori | Modifiche frequenti |
| End-effector | Geometrie complesse |
| Strumenti chirurgici | Integrazione di funzioni |
| Canali interni | Geometrie difficili da lavorare |
| Jig | Produzione rapida e basso costo |
| Fixture assemblaggio | Personalizzazione per singola linea |
| Attrezzature di calibrazione | Bassi volumi |
| Modelli anatomici | Test e formazione |
| Componenti patient-specific | Personalizzazione |
| Digital twin + AM | Rapido passaggio virtuale-fisico |
Nota importante: Johnson & Johnson non ha dichiarato pubblicamente che OTTAVA utilizzi in misura significativa componenti finali stampati in 3D. La tabella descrive le applicazioni potenziali e consolidate dell’Additive Manufacturing nello sviluppo e nella produzione di sistemi robotici medicali, non la distinta base ufficiale di OTTAVA.

