Stratasys investe 70.000 dollari nel dialogo con Washington su difesa e formazione STEM

Stratasys ha dichiarato 70.000 dollari di spesa per attività di lobbying federale negli Stati Uniti durante il secondo trimestre del 2026. Dietro questa cifra non c’è una generica iniziativa di comunicazione istituzionale, ma un programma rivolto a quattro aree precise: produzione industriale, bilancio pubblico, difesa e formazione scientifico-tecnologica.

La società intende sostenere l’inserimento della stampa 3D nei finanziamenti federali destinati al Dipartimento della Difesa, nei programmi educativi STEM e nei percorsi di certificazione professionale collegati alla produzione additiva.

La dichiarazione è stata depositata il 12 luglio 2026 nell’ambito del Lobbying Disclosure Act statunitense e copre il periodo compreso tra il primo aprile e il 30 giugno. L’attività è stata affidata allo studio legale e di relazioni governative Holland & Knight LLP.

Non si tratta, quindi, di un contributo pubblico ottenuto da Stratasys e neppure del valore di un contratto militare. I 70.000 dollari rappresentano il compenso dichiarato per l’attività di rappresentanza svolta per conto dell’azienda presso Congresso, Dipartimento della Difesa e altri organismi federali.

Che cosa significa fare lobbying negli Stati Uniti

Il termine lobbying può avere una connotazione negativa nel linguaggio comune italiano, ma negli Stati Uniti identifica un’attività regolamentata e soggetta a obblighi di trasparenza.

Imprese, associazioni industriali, università e organizzazioni possono incaricare professionisti di presentare ai parlamentari e alle amministrazioni le proprie proposte. Questi professionisti devono dichiarare il cliente rappresentato, gli argomenti trattati, gli organismi contattati e il compenso ricevuto.

L’obiettivo non consiste necessariamente nel chiedere una norma scritta a vantaggio di una singola azienda. Spesso l’attività riguarda la costruzione dei bilanci federali, l’inserimento di una tecnologia tra le spese ammissibili, il finanziamento di un programma formativo oppure la definizione di procedure di qualificazione.

Nel caso di Stratasys, Holland & Knight ha indicato come rappresentanti Meital Stavinsky e Robert Hunt Bradner. I destinatari dell’attività comprendono il Senato, la Camera dei rappresentanti e il Dipartimento della Difesa.

I temi dichiarati sono suddivisi in quattro categorie:

  • produzione industriale;
  • bilancio e stanziamenti pubblici;
  • istruzione;
  • difesa.

Questa suddivisione chiarisce che Stratasys non sta cercando soltanto ordini per le proprie stampanti. La società vuole contribuire alla formazione di un ambiente nel quale la produzione additiva venga finanziata, insegnata, certificata e adottata nelle attività operative federali.

L’attenzione si sposta sul bilancio federale 2027

Il documento fa riferimento agli stanziamenti del Dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2027. Negli Stati Uniti, il processo di approvazione del bilancio coinvolge l’amministrazione presidenziale e il Congresso, che può modificare, aumentare o ripristinare le somme richieste.

Le imprese intervengono in questa fase perché l’inserimento di una determinata tecnologia in un programma federale può generare effetti per diversi anni. Non si parla soltanto dell’acquisto di macchine, ma anche di materiali, software, assistenza, formazione, qualificazione dei processi e produzione conto terzi.

Per Stratasys è importante che la stampa 3D venga riconosciuta come una tecnologia utile alla manutenzione dei mezzi, alla produzione distribuita e alla riduzione della dipendenza da catene logistiche vulnerabili.

Una volta installata una stampante in una base, in un centro di manutenzione o presso un fornitore qualificato, occorre infatti costruire tutto il sistema che la rende utilizzabile:

  • materiali approvati;
  • parametri di processo controllati;
  • operatori formati;
  • file protetti;
  • procedure di ispezione;
  • tracciabilità dei componenti;
  • certificazione delle parti;
  • aggiornamenti software;
  • assistenza tecnica.

Il valore economico di un programma federale può quindi estendersi ben oltre la vendita iniziale dell’hardware.

Perché la stampa 3D interessa il settore della difesa

Le forze armate devono mantenere in servizio aerei, veicoli e sistemi progettati molti anni fa. In alcuni casi i fornitori originali non esistono più, gli stampi sono stati eliminati oppure la produzione di una piccola serie di ricambi non è economicamente conveniente.

La produzione additiva può intervenire su questa categoria di problemi. Un componente non critico può essere ridisegnato, qualificato e prodotto in prossimità del luogo in cui serve. Non tutti i pezzi possono essere stampati e la certificazione rimane un passaggio complesso, ma la possibilità di conservare un inventario digitale offre vantaggi nella gestione di piattaforme con una lunga vita operativa.

Gli impieghi comprendono attrezzature, dime, supporti, protezioni, condotti, alloggiamenti, parti di ricambio e componenti destinati agli interni degli aeromobili. Per applicazioni strutturali o esposte a condizioni severe sono necessari materiali qualificati e controlli più rigorosi.

Stratasys dispone di un portafoglio basato soprattutto sulla stampa di polimeri e materiali compositi. La società opera sia attraverso la vendita di sistemi sia tramite Stratasys Direct, la divisione che produce componenti su richiesta.

Stratasys Direct possiede tre stabilimenti produttivi in Nord America e utilizza sette tecnologie di produzione additiva. Le strutture operano con sistemi di qualità come AS9100 e ISO 9001 e con procedure collegate ai requisiti statunitensi CMMC e ITAR.

Secondo i dati presentati dall’azienda, Stratasys Direct spedisce oltre 100.000 componenti all’anno destinati al comparto della difesa. Questo colloca l’attività di lobbying all’interno di una strategia industriale già operativa, non di un semplice tentativo di entrare in un mercato sconosciuto.

Il programma JAMA IV e la qualificazione delle parti

Nel marzo 2026 Stratasys Direct è stata selezionata per partecipare al programma Joint Additive Manufacturing Acceptability IV Pilot Parts, conosciuto come JAMA IV.

Il programma mira ad accelerare la qualificazione e l’impiego di parti stampate in 3D sulle piattaforme militari. È un passaggio importante perché il principale ostacolo alla diffusione della produzione additiva nella difesa non è sempre la capacità di fabbricare un componente, ma la possibilità di dimostrare che quel componente sia ripetibile, sicuro e conforme.

Per produrre una parte destinata a un sistema militare non basta disporre di un buon modello tridimensionale. Devono essere controllati la macchina, il materiale, l’umidità, la preparazione del file, l’orientamento, la temperatura, il lotto produttivo, il post-processing e i metodi di ispezione.

Se ogni parte richiedesse una nuova procedura costruita da zero, i tempi e i costi renderebbero poco conveniente l’adozione della stampa 3D. Programmi come JAMA cercano di sviluppare percorsi di accettazione più uniformi, capaci di essere riutilizzati su piattaforme e applicazioni differenti.

Stratasys è già coinvolta in programmi con la US Air Force e il Naval Air Systems Command, conosciuto come NAVAIR. Le sue tecnologie sono state impiegate per produrre parti di ricambio, attrezzature e componenti destinati agli aeromobili.

Un esempio riguarda le microalette aerodinamiche installate sui velivoli da trasporto Boeing C-17 Globemaster III. Questi piccoli elementi, prodotti attraverso stampa 3D, modificano il flusso dell’aria in determinate zone dell’aereo. Stratasys stima un risparmio complessivo di carburante vicino ai 14 milioni di dollari all’anno per la flotta interessata.

Il dato mostra perché il Pentagono consideri la produzione additiva anche per interventi apparentemente minori. Un componente leggero e relativamente economico può produrre un beneficio rilevante se applicato a numerosi aeromobili e utilizzato per migliaia di ore di volo.

Un mercato pubblico da diversi miliardi di dollari

Stratasys indica che la spesa statunitense per la produzione additiva nel settore della difesa ha raggiunto circa 3,3 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2026, con una crescita dell’83% rispetto all’anno precedente.

La cifra comprende programmi differenti e non rappresenta un mercato riservato a Stratasys. Vi partecipano produttori di stampanti a polimeri e metalli, società di software, fornitori di materiali, laboratori di ricerca, università, integratori e aziende di servizi.

Tra i concorrenti e interlocutori figurano società come 3D Systems, Velo3D, EOS, Nikon SLM Solutions, HP, Markforged e numerose imprese specializzate in materiali e controllo qualità.

Per Stratasys la priorità è far sì che una parte di questi stanziamenti sostenga applicazioni compatibili con le proprie tecnologie: polimeri ad alte prestazioni, materiali compositi, attrezzature, componenti di ricambio e produzione distribuita.

L’attività di lobbying non garantisce l’assegnazione di contratti. Serve però a spiegare ai legislatori quali tecnologie sono disponibili, quali programmi potrebbero essere finanziati e quali ostacoli normativi o organizzativi rallentano l’adozione.

Il secondo obiettivo è la formazione STEM

Una parte della dichiarazione riguarda il finanziamento dei programmi educativi STEM, sigla che comprende scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Nel documento vengono citati la certificazione nella stampa 3D e il programma DoD STARBASE.

STARBASE è un’iniziativa educativa sostenuta dal Dipartimento della Difesa e rivolta soprattutto agli studenti del quinto anno della scuola primaria statunitense. Le attività vengono svolte presso basi e strutture della Guardia Nazionale, dell’Esercito, dell’Aeronautica, dei Marines e della Space Force.

Gli studenti partecipano a circa 25 ore di lezioni ed esercitazioni. Il programma comprende robotica, progettazione assistita dal computer, principi di fisica, chimica, costruzione di razzi, ingegneria e analisi dei dati. Una parte delle attività è indirizzata verso scuole con un’elevata presenza di studenti che rientrano nei programmi federali Title I, destinati alle aree con maggiori difficoltà economiche.

L’interesse di Stratasys per STARBASE può essere letto su due livelli. Il primo riguarda la diffusione della stampa 3D come strumento didattico. Il secondo riguarda la preparazione della futura forza lavoro richiesta dall’industria manifatturiera e dal settore della difesa.

Una stampante industriale non crea da sola una capacità produttiva. Servono progettisti, tecnici dei materiali, operatori, responsabili della qualità, specialisti di sicurezza informatica e personale capace di gestire la certificazione.

La carenza di queste competenze può rallentare l’adozione quanto la mancanza di macchine. Per questo Stratasys affianca alla richiesta di finanziamenti per l’hardware quella relativa alla formazione e alla certificazione degli operatori.

Per STARBASE il confronto con il Congresso è decisivo

La questione STARBASE assume un significato particolare nel bilancio 2027. La richiesta dell’amministrazione non prevede fondi per il programma. Una situazione analoga si era verificata per il 2026, ma il Congresso aveva ripristinato 53 milioni di dollari.

Questo significa che la sopravvivenza e l’estensione del programma dipendono in misura consistente dall’intervento parlamentare. Il riferimento a STARBASE nella dichiarazione di Stratasys non è quindi una formula generica: si colloca durante una discussione concreta sulla possibilità di rifinanziare l’iniziativa.

L’azienda ha interesse a sostenere un programma che avvicina gli studenti alle tecnologie produttive e alle professioni ingegneristiche. Allo stesso tempo, il finanziamento di STARBASE non si traduce automaticamente in acquisti di stampanti Stratasys. La relazione è indiretta e riguarda la costruzione di competenze, l’esposizione degli studenti alla manifattura digitale e la disponibilità futura di personale tecnico.

La certificazione della stampa 3D diventa un tema politico

La dichiarazione menziona anche i programmi di certificazione nella stampa 3D all’interno degli stanziamenti federali destinati a lavoro, sanità, servizi sociali e istruzione.

Il riferimento alla certificazione è rilevante perché il settore soffre ancora di una forte frammentazione delle competenze. Un operatore può conoscere una determinata macchina senza possedere una preparazione completa su progettazione per additive manufacturing, materiali, controllo del processo e qualità.

La creazione di percorsi riconosciuti può rendere più semplice per le aziende assumere personale e per i lavoratori dimostrare le proprie competenze. Può anche aiutare le amministrazioni pubbliche a definire i requisiti professionali nei contratti e nei programmi di formazione finanziati con fondi federali.

Per Stratasys, la presenza di tecnici qualificati riduce una delle barriere commerciali più comuni. Un’impresa può acquistare una stampante industriale, ma senza personale preparato rischia di utilizzarla soltanto per prototipi semplici, senza passare alla produzione di componenti finali.

Una strategia portata avanti dal 2020

I 70.000 dollari del secondo trimestre non costituiscono un episodio isolato. Stratasys ha ripreso l’attività federale di lobbying nel 2020 affidandosi a Holland & Knight.

Le dichiarazioni mostrano un investimento progressivo. Nel 2020 i compensi erano di circa 20.000 dollari per trimestre. Nel 2021 sono saliti fino a 40.000 dollari, mentre nel 2022 hanno raggiunto 60.000 dollari. Dal 2023 alla fine del 2025 Stratasys ha dichiarato 80.000 dollari per trimestre.

Nel primo e nel secondo trimestre del 2026 la cifra è scesa a 70.000 dollari. Calcolando le dichiarazioni trimestrali definitive, l’attività svolta da Holland & Knight per Stratasys tra il secondo trimestre 2020 e il secondo trimestre 2026 ammonta a circa 1,48 milioni di dollari.

L’andamento dimostra continuità. Stratasys considera le decisioni federali sulla produzione additiva un elemento stabile della propria strategia, non un tema da affrontare soltanto in coincidenza con un singolo contratto.

L’acquisizione di Markforged rafforza il quadro industriale

La scelta di concentrarsi su difesa e produzione industriale può essere letta anche alla luce dell’accordo con Nano Dimension per l’acquisizione di Markforged.

Stratasys ha concordato l’acquisto di Markforged per 42,5 milioni di dollari in contanti, con chiusura prevista nella seconda metà del 2026, subordinata alle approvazioni e alle normali condizioni contrattuali. Nano Dimension manterrà invece la linea Metal Binder Jetting.

Markforged porta un portafoglio basato su stampa FFF, rinforzo continuo in fibra di carbonio, software Digital Forge e materiali destinati alla produzione di componenti resistenti e leggeri. Sono caratteristiche adatte ad attrezzature, dime, supporti, equipaggiamenti di terra e alcune parti finali per il settore aerospaziale e militare.

L’operazione rende più comprensibile l’interesse di Stratasys per i bilanci della difesa. Se l’acquisizione verrà completata, la società disporrà di un’offerta più ampia per rispondere ai programmi federali collegati alla produzione distribuita e alla resilienza delle catene di fornitura.

Che cosa può ottenere Stratasys

L’attività di rappresentanza può contribuire a diversi risultati:

  • mantenere la produzione additiva tra le priorità del bilancio della difesa;
  • finanziare programmi di qualificazione delle parti;
  • sostenere la produzione di ricambi in prossimità delle basi;
  • sviluppare percorsi di certificazione professionale;
  • conservare i finanziamenti destinati a STARBASE;
  • favorire l’impiego di tecnologie prodotte o supportate negli Stati Uniti;
  • aumentare la disponibilità di personale formato.

Non è possibile stabilire un rapporto diretto tra i 70.000 dollari dichiarati e l’assegnazione di uno specifico programma. La partecipazione di Stratasys a JAMA IV, per esempio, dipende da una selezione tecnica e industriale distinta dall’attività di lobbying.

La dichiarazione permette però di capire quali siano le priorità dell’azienda. Stratasys vede nella difesa, nella produzione distribuita e nella formazione tecnica tre componenti dello stesso mercato.

Le stampanti rappresentano soltanto il primo elemento. Per rendere la produzione additiva parte delle infrastrutture federali servono finanziamenti, standard, operatori qualificati, processi certificati e una continuità politica che vada oltre il singolo anno di bilancio.

I 70.000 dollari dichiarati sono una cifra limitata rispetto ai ricavi di Stratasys e alle dimensioni del bilancio statunitense. Il loro significato risiede soprattutto nella direzione scelta: trasformare la stampa 3D da tecnologia acquistata per singoli progetti a capacità industriale inserita nei programmi permanenti della difesa e della formazione americana.

Di Fantasy

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