Voron 2.4 con StealthChanger: quando il cambio utensile diventa una soluzione concreta per il TPU multicolore
Stampare oggetti flessibili in più colori resta una delle sfide più interessanti per chi usa stampanti FDM. Il problema non è soltanto ottenere una buona adesione tra i colori, ma gestire il materiale prima ancora che arrivi all’hotend. Il TPU, specie nelle durezze intorno a 95A o inferiori, tende a piegarsi, comprimersi e creare resistenze lungo i percorsi di alimentazione. Per questo molte soluzioni multi-materiale basate su un unico ugello e su sistemi di caricamento automatico non sono sempre adatte ai filamenti flessibili.
Un progetto maker realizzato da NeoKoi Prints mostra una strada diversa: trasformare una Voron 2.4 in una macchina multiutensile usando StealthChanger, un sistema open source sviluppato nell’ecosistema DraftShift Design. L’obiettivo era stampare immagini e motivi multicolore generati con HueForge usando TPU, senza dover affidare ogni cambio colore allo stesso hotend. Nel video del progetto, NeoKoi Prints racconta la costruzione di una StealthChanger partendo da una Voron 2.4 e indica tra i riferimenti usati il progetto StealthChanger, Voron 2.4, Axiscope, LDO Kit e HueForge.
Perché usare un toolchanger invece di un sistema AMS
Nei sistemi multi-materiale a singolo ugello, il cambio colore avviene facendo uscire il materiale precedente e caricando quello nuovo nella stessa testina. È una soluzione compatta e ormai molto diffusa, ma richiede spurghi, torri di pulizia o procedure di cambio filament che aumentano tempi e scarti. Con materiali rigidi come PLA o PETG il compromesso può essere accettabile; con il TPU il discorso cambia.
Bambu Lab, nella propria guida al TPU, indica che tra i sistemi AMS solo AMS HT supporta la stampa con TPU, ma in quella modalità funziona come contenitore sigillato e non usa la normale alimentazione automatica: il filamento deve passare dall’uscita TPU dedicata. La stessa documentazione segnala che il TPU ha esigenze di alimentazione più delicate rispetto ai materiali rigidi.
Un toolchanger lavora in modo differente: ogni colore o materiale può avere una propria testina, con hotend, estrusore e percorso di alimentazione separati. Quando la stampante deve cambiare colore, non cambia solo il filamento dentro lo stesso ugello, ma aggancia una testina diversa. Questo riduce la necessità di purgare grandi quantità di materiale e consente di configurare ogni utensile in modo più mirato. Non significa eliminare ogni scarto: anche i sistemi multiutensile possono usare una piccola prime tower per stabilizzare l’estrusione prima di rientrare sul pezzo, ma il principio resta diverso rispetto allo spurgo continuo di un hotend condiviso.
Che cosa fa StealthChanger su una Voron 2.4
StealthChanger è pensato per trasformare una Voron 2.4, o altre stampanti con cinematica compatibile e carrello frontale, in una macchina con cambio utensile. Il progetto nasce attorno a due componenti principali: lo shuttle, collegato al carrello della stampante, e la backplate montata su ciascuna testina. Durante il lavoro, la macchina deposita una testina in un dock, ne preleva un’altra e prosegue la stampa con un utensile diverso. La documentazione ufficiale spiega che il sistema consente di rimuovere completamente il toolhead dal gantry e che il movimento vincolato della testina sullo shuttle può funzionare anche come sonda TAP per il livellamento.
La scelta meccanica è interessante perché non cerca di imitare le soluzioni industriali più complesse. StealthChanger utilizza bussole, perni e magneti per ottenere un accoppiamento ripetibile tra shuttle e testina. Nel repository GitHub di DraftShift Design viene spiegato che il progetto è nato anche per semplificare problemi di allineamento e montaggio, evitando soluzioni più macchinose basate su inserti e cuscinetti difficili da posizionare correttamente. Il progetto supporta varie testine, tra cui StealthBurner, DragonBurner, RapidBurner, Yavoth, AntHead, A4T, XOL, Jabberwocky e Archetype BlackBird.
Nel caso documentato da NeoKoi Prints, la base è una Voron 2.4 con area 350 × 350 mm. La scelta di una macchina di questo tipo ha senso: la Voron 2.4 è una piattaforma open source CoreXY molto usata nella comunità maker evoluta, con ampio spazio per modifiche, cablaggi, elettronica aggiuntiva e componenti stampati. Il repository ufficiale Voron 2 conferma che il progetto riguarda la Voron 2.4 e rimanda alla distinta base tramite il configuratore Voron Design.
HueForge e il motivo del TPU multicolore
La parte meno scontata del progetto è l’uso di HueForge con TPU. HueForge prende un’immagine 2D e la converte in un modello stampabile in 3D, mappando luminosità o colore in altezze diverse. In pratica, le zone più chiare diventano più alte, quelle più scure restano più basse, e il risultato viene costruito sovrapponendo strati sottili di filamenti colorati. La pagina ufficiale di HueForge spiega che il software prevede l’aspetto dei colori ai vari livelli, sfruttando la trasmissione della luce attraverso strati sottili di plastica.
Con PLA questa tecnica è già diffusa tra gli appassionati, perché permette di produrre immagini decorative, targhe, pannelli e “filament painting” con una normale FDM. Con TPU, però, il valore cambia: si possono immaginare elementi flessibili, patch, inserti morbidi, protezioni personalizzate, superfici decorative pieghevoli o applicazioni dove il colore non è soltanto estetico ma serve anche a identificare zone funzionali.
Il problema è che una stampa HueForge richiede cambi colore ordinati e ripetibili. Se questi cambi devono passare ogni volta attraverso lo stesso ugello, il TPU può diventare poco gestibile. Con più testine indipendenti, invece, ciascun colore resta caricato nella propria linea. La stampante non deve spingere e ritirare un filamento morbido dentro percorsi lunghi e complessi: deve solo selezionare la testina corretta.
Componenti scelti: Rapido2, Orbiter 2.5, Ant-Head e calibrazione camera
La configurazione descritta nel progetto usa una combinazione orientata a prestazioni e controllo: hotend Rapido2, estrusore Orbiter 2.5 e testina Ant-Head. Phaetus presenta Rapido Hotend 2 con dissipatore in alluminio, heatbreak in titanio, blocco riscaldante in rame placcato e versioni HF/UHF per flussi differenti. LDO Motion descrive Orbiter v2.5 come evoluzione dell’Orbiter 2.0, con modifiche alla trasmissione e agli ingranaggi per migliorare la costanza di estrusione.
La vera difficoltà, però, non è soltanto montare sei testine. Una macchina multiutensile deve sapere con precisione dove si trova ogni ugello rispetto agli altri. Anche differenze minime tra le testine possono produrre disallineamenti visibili, soprattutto in stampe multicolore con dettagli fini. Per questo entrano in gioco strumenti di calibrazione come Axiscope, progetto GitHub sviluppato da nic335 per semplificare la calibrazione XY su stampanti multi-tool basate su Klipper Tool Changer Plugin tramite allineamento assistito da camera.
La documentazione StealthChanger sottolinea anche il ruolo della calibrazione degli offset: sonde e strumenti come Sexball, Nudge o Axiscope servono a misurare le differenze di posizione tra le testine e a impostare gli offset X, Y e Z nel firmware o nella configurazione della macchina.
LDO Motors e il passaggio dal progetto maker al kit
Uno degli aspetti più importanti è il passaggio da mod interamente autocostruita a soluzione più accessibile tramite kit. LDO Motors propone un kit StealthChanger sviluppato in collaborazione con il team DraftShift Design. La documentazione LDO spiega che il sistema è diviso in più sotto-kit: un Base Kit per convertire la Voron 2.4 in sistema toolchanging, un Tool & Dock Kit per ciascuna stazione utensile, e un Tophat & Doorbuffer Kit per aumentare lo spazio superiore e gestire meglio gli ombelicali delle testine.
Il Base Kit include, tra gli altri elementi, uno shuttle CNC, un adattatore USB Nitehawk Hexa 6+1 per collegare più toolhead USB e una sonda per la calibrazione degli offset. LDO precisa però che l’alimentatore non è incluso e che, con più testine, può essere necessario valutare una potenza maggiore in base alla configurazione.
Questo dettaglio è utile perché una stampante a sei testine non è una semplice Voron con qualche pezzo stampato in più. Ogni utensile porta con sé resistenze, ventole, sonde, elettronica di controllo, cavi e gestione termica. Nel progetto di NeoKoi Prints viene citato l’uso di un alimentatore da 600 W, perché più hotend possono richiedere potenza elevata nella fase di riscaldamento. La parte più impegnativa, come spesso accade nei sistemi multi-tool, è la gestione degli ombelicali: se i cavi non sono disposti correttamente, possono interferire con il movimento, generare attriti o ridurre l’affidabilità del cambio utensile.
Prusa XL resta il riferimento commerciale, ma il senso del progetto è diverso
Il confronto più naturale è con Original Prusa XL, una delle poche stampanti desktop commerciali basate su vero cambio utensile. Prusa Research vende la XL a cinque toolhead con volume 360 × 360 × 360 mm; nella pagina ufficiale europea il prezzo indicato per la versione 5 toolhead è 3.999 euro IVA inclusa. La stessa pagina spiega che la XL usa fino a cinque teste e che il toolchanger consente stampe multi-materiale con poco scarto rispetto ai sistemi a singolo ugello.
La Voron 2.4 con StealthChanger non è una Prusa XL economica, né vuole esserlo. È un progetto per chi vuole costruire, modificare, capire la macchina e intervenire su ogni sottosistema. La convenienza economica dipende dai componenti scelti, da cosa si possiede già e dal tempo che si è disposti a investire. Il vantaggio non è solo il costo finale, ma la libertà di configurare testine, hotend, estrusori, elettronica, dock e firmware.
Una direzione interessante per il desktop FDM evoluto
Questo progetto conferma una tendenza già visibile nella stampa 3D desktop: la stampa multicolore non coincide più soltanto con il cambio filamento dentro un unico hotend. I sistemi a più utensili permettono di affrontare materiali diversi, colori diversi e ugelli diversi con una logica più modulare. Per PLA decorativo, un sistema AMS resta una soluzione semplice e comoda. Per TPU, materiali tecnici o combinazioni con requisiti molto diversi, il cambio testina può essere più coerente dal punto di vista meccanico.
StealthChanger mostra anche il ruolo della comunità open source: DraftShift Design fornisce progetto e documentazione, Voron Design offre una piattaforma robusta e modificabile, LDO Motors contribuisce con kit e componenti, mentre strumenti come Axiscope aiutano a rendere più accessibile la calibrazione. Attorno a questi progetti si crea un ecosistema dove maker esperti, sviluppatori, fornitori di componenti e utenti finali si scambiano soluzioni pratiche.
Il risultato non è una macchina per principianti. Una Voron 2.4 con sei testine, cablaggi multipli, calibrazione camera e stampa TPU multicolore richiede pazienza, metodo e una buona conoscenza di Klipper. Ma il messaggio tecnico è chiaro: anche nel desktop FDM esiste uno spazio tra la stampante chiusa pronta all’uso e la macchina industriale. In quello spazio, il toolchanger open source può diventare una piattaforma concreta per sperimentare materiali difficili, ridurre gli sprechi e portare il multicolore oltre il semplice cambio bobina.

Tabella 1 – I soggetti e i progetti citati
| Nome | Ruolo nel progetto | Perché è rilevante |
|---|---|---|
| Voron Design | Progetto open source della stampante Voron 2.4 | Fornisce la piattaforma meccanica di base su cui viene costruita la macchina modificata |
| DraftShift Design | Sviluppatore del progetto StealthChanger | Ha realizzato il sistema open source per trasformare la Voron 2.4 in una stampante con cambio utensile |
| StealthChanger | Sistema toolchanger open source | Permette di agganciare e sganciare testine diverse durante la stampa |
| NeoKoi Prints | Maker/autore della modifica documentata | Ha realizzato una Voron 2.4 multiutensile per stampare TPU multicolore |
| LDO Motors | Produttore di kit e componenti | Propone kit dedicati per rendere più accessibile la conversione StealthChanger |
| HueForge | Software per creare immagini 3D da file 2D | Consente di trasformare immagini e illustrazioni in stampe multicolore a strati |
| Phaetus | Produttore di hotend | I suoi hotend Rapido2 sono citati tra i componenti usati nel progetto |
| LDO Orbiter | Estrusore compatto | Usato per gestire l’estrusione in modo preciso, anche con materiali più delicati |
| Axiscope | Sistema di calibrazione assistita da camera | Aiuta ad allineare le diverse testine della macchina |
Tabella 2 – Toolchanger e sistemi multi-materiale a singolo ugello
| Aspetto | Sistema a singolo ugello con cambio filamento | Sistema toolchanger con più testine |
|---|---|---|
| Cambio colore | Il filamento viene scaricato e ricaricato nello stesso hotend | La stampante deposita una testina e ne aggancia un’altra |
| Gestione dello spurgo | Richiede spurghi più lunghi per pulire l’ugello | Riduce la quantità di materiale da purgare |
| Compatibilità con TPU | Più complessa, perché il TPU può piegarsi nei percorsi lunghi | Più adatta, perché ogni testina può avere il proprio percorso dedicato |
| Tempo di stampa | Può aumentare molto con tanti cambi colore | Dipende dal numero di cambi, ma evita lunghi cicli di caricamento/scaricamento |
| Scarto di materiale | Può essere elevato, specie con molti colori | In genere più contenuto |
| Complessità meccanica | Più semplice | Più alta |
| Calibrazione | Meno complessa | Richiede offset precisi tra le testine |
| Utente ideale | Chi vuole semplicità e automazione | Chi vuole controllo, modificabilità e materiali più complessi |
Tabella 3 – Componenti principali di una Voron 2.4 con StealthChanger
| Componente | Funzione | Nota tecnica |
|---|---|---|
| Voron 2.4 | Struttura e cinematica della stampante | Base CoreXY molto usata nei progetti open source avanzati |
| Shuttle StealthChanger | Parte mobile che aggancia la testina | Si muove con il gantry e permette il cambio utensile |
| Backplate | Piastra montata su ogni toolhead | Consente alla testina di essere presa e rilasciata in modo ripetibile |
| Dock | Stazione di parcheggio della testina | Ogni utensile ha una posizione dedicata |
| Hotend Rapido2 | Fusione del filamento | Adatto a configurazioni ad alto flusso |
| Estrusore Orbiter 2.5 | Spinta del filamento | Compatto e orientato a una buona precisione di estrusione |
| Ant-Head / toolhead compatibile | Corpo della testina | Integra hotend, ventole, estrusore e cablaggi |
| Nitehawk Hexa 6+1 | Gestione elettronica di più toolhead USB | Serve a collegare più testine in modo ordinato |
| Axiscope | Calibrazione XY | Aiuta ad allineare le testine tramite camera |
| Alimentatore maggiorato | Alimentazione elettrica | Può essere necessario quando si usano molti hotend |
Tabella 4 – Perché il TPU multicolore è più difficile del PLA multicolore
| Tema | PLA | TPU |
|---|---|---|
| Rigidità del filamento | Alta | Bassa |
| Alimentazione | Più semplice e stabile | Più delicata |
| Rischio di piegatura nel percorso | Ridotto | Più alto |
| Cambio colore automatico | Generalmente più gestibile | Più problematico |
| Velocità di stampa | Più elevata | Più contenuta |
| Ritrazioni | Più facili da controllare | Da regolare con attenzione |
| Percorsi lunghi del filamento | Di solito tollerati meglio | Possono creare attrito e compressione |
| Utilizzo con toolchanger | Utile, ma non sempre necessario | Molto interessante perché ogni colore può avere una linea dedicata |
Tabella 5 – Vantaggi e limiti di una Voron 2.4 multiutensile
| Vantaggi | Limiti |
|---|---|
| Permette la stampa multicolore con materiali difficili come TPU | Richiede una costruzione accurata |
| Riduce gli spurghi rispetto ai sistemi a singolo ugello | La calibrazione tra le testine è fondamentale |
| Consente di usare hotend, ugelli o materiali diversi sulla stessa macchina | La gestione dei cavi diventa più complessa |
| Offre grande libertà di configurazione | Non è una soluzione adatta ai principianti |
| Si basa su progetti open source modificabili | Richiede tempo per montaggio, test e messa a punto |
| Può ridurre gli sprechi nei cambi colore | Il costo finale dipende molto dai componenti scelti |
| Permette di sperimentare con più utensili indipendenti | Serve una buona conoscenza di Klipper e della meccanica Voron |
Tabella 6 – Possibili applicazioni del TPU multicolore
| Applicazione | Perché il TPU è adatto |
|---|---|
| Patch flessibili | Il materiale può piegarsi senza rompersi |
| Inserti decorativi morbidi | Permette superfici colorate e tattili |
| Protezioni personalizzate | Assorbe urti e vibrazioni |
| Etichette flessibili | Può essere applicato su superfici curve |
| Componenti per wearable | Si adatta meglio al movimento del corpo |
| Grip e impugnature | Offre maggiore aderenza rispetto ai materiali rigidi |
| Cover e protezioni tecniche | Combina elasticità e resistenza all’uso |
| Elementi identificativi a colori | Il colore può distinguere zone, funzioni o versioni del pezzo |
Tabella 7 – Dove si colloca questo progetto rispetto alle soluzioni commerciali
| Soluzione | Tipo di approccio | Utente di riferimento |
|---|---|---|
| Bambu Lab con sistemi AMS | Cambio filamento automatico su singolo ugello | Utenti che cercano automazione e facilità d’uso |
| Prusa XL | Stampante commerciale con toolchanger | Utenti che vogliono più testine in una macchina pronta o quasi pronta |
| Voron 2.4 con StealthChanger | Conversione open source fai-da-te | Maker esperti e utenti tecnici |
| Stampante FDM standard | Una testina, un materiale alla volta | Utenti che non hanno necessità multi-materiale |
| Sistemi industriali multiutensile | Soluzioni professionali integrate | Aziende con esigenze produttive specifiche |
Tabella 8 – Punti da valutare prima di costruire una Voron 2.4 con StealthChanger
| Punto da valutare | Domanda pratica |
|---|---|
| Esperienza con Voron | Si è già in grado di montare e configurare una Voron 2.4? |
| Conoscenza di Klipper | Si sa intervenire su configurazioni, macro e offset? |
| Numero di testine | Servono davvero quattro, cinque o sei utensili? |
| Tipo di materiale | Si stamperanno solo PLA e PETG o anche TPU e materiali tecnici? |
| Cablaggio | È previsto spazio sufficiente per gli ombelicali delle testine? |
| Alimentazione | L’alimentatore è adeguato al numero di hotend installati? |
| Calibrazione | È disponibile uno strumento per allineare correttamente le testine? |
| Tempo di messa a punto | Si è disposti a fare test, errori e regolazioni? |
| Costo finale | Il budget tiene conto di kit, elettronica, hotend, estrusori e ricambi? |