Mastrex presenta MX300, una stampante 3D metallica LPBF da 185.000 dollari
La stampa 3D metallica basata su letto di polvere laser è una delle tecnologie più mature per produrre componenti metallici ad alte prestazioni. È usata in aerospazio, medicale, difesa, energia, ricerca e lavorazioni industriali, ma resta una tecnologia difficile da portare dentro molte officine e piccole strutture produttive. Il motivo non è solo tecnico: il costo d’ingresso, l’infrastruttura richiesta, la gestione delle polveri, la formazione degli operatori e il post-processing rendono l’adozione più complessa rispetto ad altre tecnologie additive.
In questo scenario si inserisce Mastrex, azienda statunitense che sta costruendo una gamma di sistemi LPBF pensati per rendere più accessibile la produzione additiva metallica. Il modello più interessante per chi guarda al passaggio tra prototipazione avanzata e produzione è la nuova MX300, proposta a 185.000 dollari.
La macchina non è un sistema desktop da laboratorio, ma una piattaforma LPBF a doppio laser con volume di costruzione da 300 x 300 x 350 mm. È quindi pensata per utenti che hanno bisogno di produrre componenti più grandi, più parti nello stesso job o piccole serie tecniche, senza entrare subito nella fascia di prezzo delle macchine industriali più costose.
Una macchina a doppio laser nella fascia media del mercato
La Mastrex MX300 usa la tecnologia Laser Powder Bed Fusion, nota anche come LPBF. In questo processo, un sottile strato di polvere metallica viene distribuito sulla piattaforma di costruzione e fuso selettivamente da uno o più laser. Il ciclo viene ripetuto strato dopo strato fino a ottenere il componente finale.
Il dato più importante della MX300 è la presenza di due laser da 500 W. Avere due sorgenti laser permette di aumentare la produttività rispetto a una macchina monolaser, soprattutto quando il piano di lavoro è pieno o quando si producono più componenti nello stesso ciclo. Non significa solo stampare più velocemente: significa poter usare meglio il volume disponibile e ridurre il tempo macchina per lotto.
Mastrex indica per la MX300 un’altezza strato compresa tra 20 e 120 micron, un diametro del fascio laser tra 50 e 120 micron e una velocità massima di scansione pari a 2 x 7 m/s. Il build rate dichiarato arriva a 70 cm³/h. Sono numeri che collocano la macchina in una fascia adatta non solo alla prototipazione, ma anche a produzioni tecniche, attività di ricerca applicata e prime serie.
La macchina misura 1850 x 1350 x 2300 mm, pesa circa 2100 kg e lavora con alimentazione compresa tra 208 e 480 V. Questi dati mostrano chiaramente che non si tratta di una soluzione “da scrivania”, ma di un sistema da reparto tecnico, officina attrezzata o laboratorio industriale.
Materiali: titanio, acciaio, alluminio, cobalto-cromo e rame
La compatibilità materiali è uno dei punti su cui Mastrex sta costruendo il posizionamento della gamma MX. La MX300 viene proposta per leghe di titanio, acciai inossidabili, alluminio, leghe di cobalto-cromo, leghe di rame e altri materiali metallici.
Questa varietà è importante perché le applicazioni LPBF cambiano molto in base al materiale. Il titanio interessa il medicale, l’aerospazio e componenti leggeri ad alta resistenza. Gli acciai inossidabili sono usati in attrezzature, prototipi funzionali, componenti industriali e parti per ambienti corrosivi. Il cobalto-cromo è centrale in ambito dentale e medicale. L’alluminio è importante per scambiatori di calore, strutture leggere e applicazioni legate al trasporto. Le leghe di rame interessano invece la gestione termica, l’elettronica, gli scambiatori e alcune applicazioni elettriche.
La possibilità di lavorare più materiali non basta da sola. Ogni lega richiede parametri qualificati, gestione corretta della polvere, atmosfera controllata, test meccanici, trattamenti termici e procedure di pulizia dedicate. Per questo il prezzo della macchina è solo una parte del costo reale. Chi entra nella stampa 3D metallica deve considerare anche polveri, gas, setacciatura, DPI, aspirazione, sicurezza, forno, sabbiatura, distacco dalla piastra, eventuale HIP, lavorazioni CNC e controllo qualità.
Il prezzo come elemento centrale
Il prezzo di 185.000 dollari è il dato che attira l’attenzione. Nel mercato LPBF industriale, macchine con volumi e configurazioni produttive possono superare con facilità cifre molto più alte, soprattutto quando si entra in piattaforme multilaser consolidate, pacchetti software completi, automazione polveri e ambienti certificati.
Mastrex sembra voler occupare una fascia intermedia: più capace delle macchine compatte da ricerca o formazione, ma meno costosa delle grandi piattaforme industriali. Questo posizionamento può interessare officine meccaniche, service bureau, reparti R&D, università, laboratori di materiali e aziende che vogliono iniziare a portare in casa una parte della produzione metallica additiva.
Il punto non è dire che la MX300 sostituisca automaticamente sistemi LPBF di marchi già consolidati. Macchine di produttori come EOS, Nikon SLM Solutions, Renishaw, TRUMPF, 3D Systems, Colibrium Additive o Velo3D hanno ecosistemi industriali maturi, basi installate, parametri qualificati, assistenza, certificazioni e casi applicativi molto estesi. La proposta di Mastrex va letta diversamente: abbassare la soglia d’ingresso per chi vuole lavorare con LPBF senza partire da investimenti molto più pesanti.
Chi può usare una macchina come MX300
Una macchina con volume 300 x 300 x 350 mm può avere diversi utilizzi. In un’officina meccanica può servire per integrare componenti complessi che poi vengono finiti a CNC. In un reparto R&D può permettere di sviluppare geometrie interne, reticoli, scambiatori, collettori, ugelli, supporti alleggeriti e prototipi funzionali in metallo. In ambito medicale e dentale può essere usata per dispositivi personalizzati, strumenti chirurgici o componenti in cobalto-cromo e titanio, a condizione di rispettare i requisiti normativi. In aerospazio e difesa può servire per testare parti leggere, condotti, staffe, supporti e componenti con canali interni.
Per un service bureau, il volume della MX300 permette di produrre lotti composti da molte parti piccole o componenti singoli di dimensioni più significative. Questo può essere utile quando il cliente non ha ancora volumi tali da giustificare l’acquisto di una macchina, ma richiede tempi più rapidi rispetto a un fornitore esterno lontano.
Per una scuola tecnica o università, una macchina di questo tipo può diventare una piattaforma per formare tecnici e ingegneri sulla produzione additiva metallica vera, non solo su simulazioni o su sistemi polimerici. La stampa 3D metallica richiede competenze molto diverse dalla FDM o dalla resina: gestione della polvere, parametri laser, atmosfera, supporti, orientamento, stress residui, deformazioni, trattamenti termici e metallurgia.
Solomon MFG tra i primi utilizzatori
Tra i primi utilizzatori indicati per la MX300 c’è Solomon MFG, un fornitore di servizi manifatturieri. L’azienda vede nella macchina un modo per aggiungere capacità metal additive alla propria officina senza sostenere il livello di investimento che spesso ha frenato l’ingresso nella tecnologia LPBF.
Questo punto è significativo. Molte officine e aziende di lavorazione meccanica guardano alla stampa 3D metallica da anni, ma non sempre riescono a inserirla nel proprio modello economico. Il CNC resta centrale e molto competitivo per tantissimi componenti. La stampa 3D metallica diventa interessante quando consente geometrie impossibili o molto costose da lavorare, quando riduce assemblaggi, quando integra canali interni, quando permette alleggerimento o quando accorcia la fase di sviluppo.
Per una machine shop, una LPBF come MX300 può essere vista non come alternativa al CNC, ma come complemento. Il pezzo viene stampato vicino alla forma finale, poi viene lavorato nelle superfici critiche, forato, filettato, rettificato o controllato. Questo modello ibrido è uno dei percorsi più realistici per l’adozione della manifattura additiva metallica.
La gamma MX e la strategia di Mastrex
La MX300 non arriva da sola. Mastrex sta costruendo una gamma più ampia di sistemi LPBF. La serie comprende modelli compatti come MX100, con volume 100 x 100 x 80 mm e laser da 300 W, e sistemi progressivamente più grandi come MX150, MX220, MX300 e MX400. È indicato anche un modello MX800 di grande formato, ancora legato a una fase successiva di sviluppo.
Questa struttura di gamma è interessante perché crea un percorso di crescita. Un laboratorio può iniziare da una macchina piccola per ricerca e prototipazione, poi passare a piattaforme più grandi quando aumentano volume, materiali e complessità applicativa. La MX300 si colloca al centro di questo percorso: non è la macchina più piccola e non è la piattaforma più grande, ma una soluzione che può coprire molte esigenze di produzione tecnica.
Secondo le informazioni disponibili, Mastrex è collegata alla fusione tra Vulcan e Burgmaster, con l’obiettivo di costruire sistemi per la manifattura industriale e in particolare piattaforme LPBF. Questo dettaglio è importante perché spiega il posizionamento dell’azienda: non solo stampanti, ma attrezzature produttive pensate per ambienti manifatturieri reali.
Perché LPBF resta una tecnologia complessa
Il prezzo più basso può facilitare l’accesso, ma non bisogna confondere accessibilità con semplicità. La LPBF è una tecnologia potente, ma richiede disciplina industriale. La polvere metallica deve essere stoccata e gestita con attenzione. Alcuni materiali presentano rischi legati a infiammabilità, respirazione o contaminazione. La camera di stampa deve mantenere condizioni controllate. I parametri devono essere coerenti con materiale, geometria e proprietà richieste.
Anche dopo la stampa, il lavoro non è finito. I pezzi devono essere raffreddati, recuperati, separati dalla piastra, liberati dalla polvere, eventualmente trattati termicamente, sabbiati, lavorati a macchina e ispezionati. La finitura superficiale, la porosità, le tensioni residue e la ripetibilità del processo sono aspetti centrali.
Per questo una macchina come MX300 può essere davvero utile quando entra in un ambiente preparato. Il vantaggio non nasce solo dal prezzo della stampante, ma dalla capacità dell’utente di costruire un flusso completo: progettazione per AM, preparazione build, stampa, post-processing, misura e validazione.
Cosa significa per il mercato
Il lancio della MX300 conferma una tendenza più ampia: il mercato della stampa 3D metallica sta cercando di creare nuove fasce di accesso. Per anni la LPBF è stata dominata da sistemi industriali costosi, spesso destinati a grandi aziende, centri di ricerca e service specializzati. Ora stanno emergendo macchine più compatte, sistemi con prezzi più bassi, produttori orientati alle officine e soluzioni pensate per utenti che vogliono testare la tecnologia senza acquistare subito una piattaforma di fascia alta.
Questa evoluzione non rende tutte le macchine equivalenti. Conta la stabilità del processo, il controllo del laser, la qualità della polvere, la gestione termica, il software, l’assistenza, la calibrazione, la disponibilità di parametri e la capacità di produrre pezzi ripetibili. Il prezzo è importante, ma in additive manufacturing il costo per pezzo dipende da molti fattori: tempo macchina, riempimento della build, supporti, scarti, post-processing, manodopera e qualifica del processo.
Se Mastrex riuscirà a mantenere prestazioni, supporto tecnico e affidabilità coerenti con le promesse, la MX300 potrà interessare una fascia di utenti che fino a oggi ha guardato la LPBF senza riuscire a giustificarne l’investimento.
Una macchina per avvicinare officina e stampa 3D metallica
La parte più interessante della MX300 è il tentativo di portare la stampa 3D metallica più vicino alle officine e ai reparti produttivi che conoscono già il metallo. Non si tratta di sostituire fresatrici, torni o centri di lavoro. Si tratta di aggiungere un processo che permette di produrre forme non ottenibili con la sottrazione tradizionale o che richiederebbero assemblaggi complessi.
Il passaggio culturale è importante. Una machine shop abituata a ragionare in termini di blocco, staffaggio e asportazione deve imparare a pensare in termini di orientamento, supporti, canali interni, reticoli, polvere intrappolata, tensioni e post-processing. Allo stesso tempo, la presenza di competenze CNC è un vantaggio, perché molti pezzi LPBF hanno bisogno di finiture meccaniche sulle superfici funzionali.
La MX300 si posiziona quindi in un punto interessante: abbastanza grande e potente per applicazioni serie, ma proposta a un prezzo che può aprire discussioni anche fuori dai grandi gruppi industriali. Il suo successo dipenderà non solo dalla scheda tecnica, ma dalla capacità di Mastrex di supportare gli utenti nella fase più difficile: trasformare una macchina LPBF in un processo produttivo stabile.
Un segnale per la prossima fase della stampa 3D metallica
La stampa 3D metallica sta entrando in una fase in cui l’accesso alla tecnologia diventa un tema importante quanto la prestazione assoluta. I grandi sistemi multilaser continueranno ad avere un ruolo centrale nella produzione certificata e ad alto volume. Ma accanto a questi sistemi crescerà probabilmente una fascia di macchine più accessibili, pensate per uffici tecnici, officine, università e service di dimensioni medie.
La Mastrex MX300 rappresenta proprio questa direzione. Non è una macchina da hobbisti e non è una piattaforma di produzione estrema. È un sistema LPBF a doppio laser che cerca di rendere più raggiungibile una tecnologia ancora costosa e impegnativa.
Per chi lavora nella manifattura additiva, la domanda non è soltanto se 185.000 dollari siano pochi o tanti. La domanda vera è se una macchina con queste caratteristiche possa generare abbastanza valore: meno outsourcing, tempi più brevi, nuovi componenti, nuove geometrie, più controllo sulla proprietà intellettuale e una migliore integrazione tra progettazione e produzione.
Se la risposta è sì, la MX300 potrebbe diventare uno degli esempi di come la stampa 3D metallica stia cercando di uscire da una nicchia molto costosa per entrare in un numero maggiore di officine e laboratori industriali.

Tabella tecnica — Mastrex MX300
| Voce | Dato |
|---|---|
| Produttore | Mastrex |
| Modello | MX300 |
| Tecnologia | Laser Powder Bed Fusion, LPBF |
| Tipo di macchina | Stampante 3D metallica industriale |
| Prezzo indicato | 185.000 dollari |
| Volume di costruzione | 300 x 300 x 350 mm |
| Configurazione laser | Doppio laser |
| Potenza laser | 2 x 500 W |
| Altezza layer | 20-120 µm |
| Diametro fascio laser | 50-120 µm |
| Velocità massima di scansione | 2 x 7 m/s |
| Build rate massimo dichiarato | Fino a 70 cm³/h |
| Dimensioni macchina | 1850 x 1350 x 2300 mm |
| Peso macchina | 2100 kg |
| Alimentazione | 208-480 V |
| Installazione | Installazione in sede inclusa |
| Formazione | Training in sede incluso |
| Garanzia | 2 anni |
| Supporto | Supporto tecnico a vita dichiarato dal produttore |
Materiali compatibili
| Famiglia materiale | Esempi e impieghi tipici |
|---|---|
| Leghe di titanio | Componenti leggeri, medicale, aerospazio, parti ad alta resistenza |
| Acciai inossidabili | Prototipi funzionali, attrezzature, parti industriali, componenti resistenti alla corrosione |
| Alluminio | Strutture leggere, scambiatori di calore, trasporto, aerospazio |
| Cobalto-cromo | Dentale, medicale, componenti resistenti a usura e temperatura |
| Leghe di rame | Gestione termica, applicazioni elettriche, scambiatori, componenti conduttivi |
| Inconel e superleghe | Energia, aerospazio, ambienti ad alta temperatura |
| Altri metalli | Da valutare in base a parametri, polveri disponibili e qualificazione del processo |
Ambiti applicativi indicati
| Settore | Possibili applicazioni |
|---|---|
| Aerospazio | Staffe leggere, condotti, componenti strutturali, parti con canali interni |
| Difesa | Componenti tecnici, ricambi, parti speciali, produzione interna controllata |
| Medicale | Dispositivi personalizzati, strumenti, parti in titanio o cobalto-cromo |
| Dentale | Strutture in cobalto-cromo, componenti personalizzati, piccole serie |
| Energia | Componenti resistenti al calore, turbine, parti per fluidi e scambiatori |
| Officine meccaniche | Integrazione con CNC, prototipi metallici, parti complesse da rifinire |
| Ricerca e sviluppo | Test materiali, ottimizzazione geometrica, validazione di processi LPBF |
| Service bureau | Produzione per clienti esterni, piccoli lotti, prototipi funzionali in metallo |
Dotazione e accessori
| Elemento | Tipo | Nota |
|---|---|---|
| Computer integrato con touchscreen | Incluso | Per controllo macchina e gestione operativa |
| 3 piastre di costruzione | Incluse | Utili per alternare build e preparazione lavoro |
| Set utensili | Incluso | Attrezzatura base per uso e manutenzione |
| Forno per trattamento termico | Opzionale | Serve per rilassamento tensioni e miglioramento proprietà meccaniche |
| Setacciatrice polveri | Opzionale | Recupera e setaccia la polvere metallica usata |
| Sistema automatico di depowdering DPS400 | Opzionale | Rimuove polvere residua con rotazione, vibrazione e flusso d’aria |
| Sistema di raccolta polveri | Opzionale | Aiuta la pulizia e la gestione del materiale dopo la stampa |
| Sistema closed-loop | Opzionale | Collega stampante, setacciatura e depowdering per una gestione più controllata delle polveri |
Punti tecnici da considerare prima dell’acquisto
| Tema | Perché è importante |
|---|---|
| Gestione polveri | Le polveri metalliche richiedono procedure di sicurezza, recupero e stoccaggio adeguate |
| Post-processing | Dopo la stampa servono distacco, pulizia, trattamento termico, eventuale CNC e controllo qualità |
| Qualifica materiali | Ogni lega richiede parametri, prove e procedure specifiche |
| Infrastruttura | Servono spazio, alimentazione, gas, aspirazione, sicurezza e personale formato |
| Costo reale per pezzo | Dipende da tempo macchina, riempimento build, supporti, scarti e lavorazioni successive |
| Integrazione con CNC | Molte parti LPBF richiedono finitura meccanica sulle superfici funzionali |
| Applicazione finale | La macchina ha senso quando la geometria o la personalizzazione giustificano la LPBF |
| Ripetibilità | Per produzione stabile servono parametri controllati e documentazione di processo |
Confronto pratico: quando la MX300 può avere senso
| Scenario | Valutazione |
|---|---|
| Produzione di grandi volumi semplici | Non è il caso ideale: stampaggio, fusione o CNC possono essere più convenienti |
| Piccoli lotti metallici complessi | Scenario adatto, soprattutto se il componente ha canali interni o geometrie difficili |
| Prototipi funzionali in metallo | Scenario adatto per reparti R&D e officine tecniche |
| Componenti da rifinire a CNC | Scenario realistico, soprattutto in officine già attrezzate |
| Parti medicali o aerospaziali certificate | Possibile solo con qualifica, documentazione e controlli adeguati |
| Formazione tecnica su LPBF | Interessante per università, centri di ricerca e laboratori industriali |
| Produzione interna per ridurre outsourcing | Può avere senso se il carico di lavoro è sufficiente a giustificare macchina e infrastruttura |
| Primo ingresso nella stampa 3D metallo | Possibile, ma richiede formazione e gestione attenta di sicurezza, materiali e post-processing |
Schema sintetico per il lettore
| Domanda | Risposta breve |
|---|---|
| Che cos’è la Mastrex MX300? | Una stampante 3D metallica LPBF a doppio laser |
| Quanto costa? | 185.000 dollari |
| Quanto può stampare? | Volume utile di 300 x 300 x 350 mm |
| A chi si rivolge? | Officine, service, R&D, università e aziende industriali |
| Qual è il punto forte? | Doppio laser e volume medio-grande a un prezzo più accessibile rispetto a molte piattaforme LPBF industriali |
| È una macchina desktop? | No, è un sistema industriale da circa 2100 kg |
| Sostituisce il CNC? | No, lo integra; molti pezzi stampati richiedono finitura meccanica |
| Serve esperienza? | Sì, soprattutto per polveri, parametri, sicurezza e post-processing |