HandySCAN 3D EVO ottiene il Red Dot: il design entra nella metrologia portatile

FARO CREAFORM ha ottenuto un riconoscimento Red Dot per la serie HandySCAN 3D EVO, scanner 3D manuale pensato per misurazione dimensionale, controllo qualità, reverse engineering e digitalizzazione di componenti industriali. Il premio riguarda il product design, ma il caso è interessante anche per chi lavora con la stampa 3D: la scansione metrologica è uno degli strumenti più usati per verificare pezzi stampati, confrontare una parte fisica con il modello CAD, ricostruire geometrie danneggiate o preparare componenti per lavorazioni successive.

Il Red Dot Design Award è una competizione internazionale dedicata al design, suddivisa in tre aree: Product Design, Brands & Communication Design e Design Concept. La sezione Product Design è rivolta a prodotti pronti per il mercato e realizzati industrialmente, quindi non a semplici prototipi o studi concettuali.

Un premio al design, ma anche all’ergonomia di lavoro

Nel caso di HandySCAN 3D EVO, il design non va inteso solo come forma esterna. In uno scanner 3D manuale, l’ergonomia incide direttamente sull’uso quotidiano: peso, bilanciamento, impugnatura, visibilità dei comandi, feedback durante la scansione e accesso alle funzioni determinano quanto l’operatore riesce a lavorare in modo stabile su pezzi complessi, grandi, lucidi, scuri o difficili da raggiungere.

La serie EVO integra un touchscreen da 4,3 pollici direttamente sul corpo dello scanner. Questo permette di seguire lo stato della scansione, controllare i parametri e ricevere indicazioni operative senza dipendere sempre dal monitor del computer. Per un ambiente di officina questo aspetto è concreto: chi scansiona un componente montato su una macchina, una fusione, una parte in fibra, un telaio o un pezzo stampato in 3D può restare concentrato sull’oggetto fisico, invece di spostare di continuo lo sguardo tra pezzo e workstation.

La macchina mantiene anche pulsanti fisici, utili quando l’uso del solo touchscreen non è ideale, per esempio con guanti, polvere, superfici sporche o posizioni scomode. La presenza di indicatori direzionali per la distanza di scansione aiuta l’operatore a mantenere la corretta posizione rispetto al componente, riducendo il rischio di acquisizioni incomplete o non uniformi.

Cosa cambia rispetto a un normale scanner 3D

HandySCAN 3D EVO non nasce per il semplice rilievo visivo. È uno scanner di livello metrologico, quindi pensato per produrre dati utilizzabili in processi dove servono misure, tolleranze e confronti affidabili. La serie è indicata da Creaform per il controllo qualità e per la validazione dimensionale anche su forme complesse. Creaform collega la piattaforma a requisiti industriali verificabili, con riferimento a ISO/IEC 17025 e test secondo ISO 10360.

Le specifiche dichiarate indicano un’accuratezza di 0,020 mm, con variante Elite che arriva a 0,015 mm in determinate configurazioni. La precisione volumetrica è indicata a partire da 0,020 mm + 0,020 mm/m, mentre la versione più spinta arriva a 0,015 mm + 0,015 mm/m con strumenti e condizioni previste dalla documentazione tecnica.

La frequenza di misurazione dichiarata è di 2.800.000 misurazioni al secondo, con sorgente basata su 46 linee laser blu più una linea aggiuntiva e un puntatore laser. Sono dati che aiutano a capire il tipo di utilizzo previsto: non acquisizioni lente da laboratorio su oggetti statici e semplici, ma rilievi su parti industriali che possono presentare superfici complesse, dettagli fini e geometrie non sempre facili da seguire.

Touchscreen, fotocamera e realtà aumentata

Una delle scelte più importanti della serie EVO è l’integrazione di una fotocamera da 12 megapixel abilitata alla realtà aumentata. Secondo Creaform, la fotocamera integrata permette di acquisire immagini autoposizionate e di inserirle nei flussi di documentazione, mentre la realtà aumentata consente di visualizzare informazioni e dati direttamente sul componente fisico.

Questa impostazione ha una ricaduta pratica nel controllo qualità. L’operatore non deve limitarsi a generare una mesh e poi analizzarla separatamente: può ricevere indicazioni più immediate sul pezzo, sulle aree da acquisire meglio e sulle deviazioni rispetto al modello. Creaform cita anche la visualizzazione delle deviazioni tramite mappe colore direttamente sulla parte, utile quando si devono individuare rapidamente zone fuori tolleranza o aree che richiedono una risoluzione maggiore.

Per il mondo della stampa 3D questo è un passaggio importante. I pezzi prodotti in additive manufacturing, soprattutto in metallo o in polimeri tecnici, possono avere deformazioni, ritiri, variazioni locali o superfici complesse difficili da controllare con strumenti tradizionali. Uno scanner portatile consente di acquisire l’intera geometria e confrontarla con il CAD, generando dati utili per correggere il processo, modificare supporti, aggiornare parametri di stampa o validare una parte finita.

Perché interessa anche alla produzione additiva

La stampa 3D industriale non termina quando il pezzo esce dalla macchina. Dopo la produzione arrivano rimozione dei supporti, trattamenti termici, lavorazioni CNC, finitura, collaudo e controllo dimensionale. In questo contesto, uno scanner come HandySCAN 3D EVO può essere usato per controllare un pezzo prima e dopo il post-processing, verificare il materiale residuo da lavorare, confrontare la parte con il modello nominale o creare un file digitale di un componente esistente da riprodurre.

Il reverse engineering è un altro campo naturale. Un componente non più disponibile, una parte modificata nel tempo, un utensile usurato o un elemento realizzato a mano possono essere acquisiti, trasformati in mesh e portati in ambiente CAD. La documentazione Creaform indica compatibilità con formati come STL, OBJ, PLY, 3MF e altri, oltre all’integrazione con software come Geomagic, PolyWorks, Metrolog X4, Spatial Analyzer, Verisurf, CATIA V5, SOLIDWORKS, Creo, NX, Solid Edge, Inventor e PowerINSPECT.

Questo rende lo scanner uno strumento trasversale: può servire a chi stampa parti in 3D, a chi le controlla, a chi le deve correggere e a chi deve trasformare un oggetto fisico in un modello digitale utilizzabile.

Un oggetto progettato per l’officina

Il riconoscimento Red Dot mette in evidenza anche la costruzione fisica dello scanner. La serie EVO è stata sviluppata con un corpo compatto, protezioni laterali, grande schermo integrato e una struttura pensata per resistere meglio all’uso in ambienti industriali. Marco St-Pierre, DVP Innovation 3D Scanner di FARO CREAFORM, ha sottolineato elementi come il grande touchscreen, la struttura di protezione del dissipatore, i bumper laterali, gli alloggiamenti trapezoidali delle telecamere, l’impugnatura testurizzata e la finitura soft-touch opaca con proprietà antiscivolo.

Anche il peso resta un elemento da considerare: le specifiche indicano 1,04 kg, con dimensioni di 86 x 121 x 285 mm. Per un dispositivo che deve essere mosso a mano intorno a un componente, spesso per sessioni non brevissime, il bilanciamento conta quasi quanto la scheda tecnica.

La connettività wireless è un altro elemento che risponde alle esigenze pratiche dell’ambiente produttivo. Cavi e vincoli fisici possono diventare un problema quando si lavora su componenti grandi, stampi, carrozzerie, attrezzature o parti già installate. Creaform presenta la serie EVO come una soluzione portatile con capacità wireless e piattaforma software metrologica integrata.

La linea HandySCAN e il peso del marchio Creaform

La serie HandySCAN ha una storia lunga nel settore degli scanner 3D portatili. Creaform ha presentato la serie EVO nel 2025, richiamando i vent’anni dalla creazione della categoria degli scanner laser 3D manuali per metrologia. Nel comunicato di lancio, Fanny Truchon, allora presidente di Creaform, ha collegato il prodotto all’evoluzione della misurazione 3D in ambito industriale.

La linea HandySCAN aveva già ricevuto riconoscimenti Red Dot in passato. Nel 2019, per esempio, HandySCAN BLACK e Go!SCAN SPARK avevano vinto premi Red Dot per il product design. L’articolo dedicato al nuovo riconoscimento per EVO indica che, secondo l’azienda, la famiglia HandySCAN è stata presa in considerazione per la sesta volta nell’ambito dei Red Dot Award.

Questo dato aiuta a leggere il premio non come un episodio isolato, ma come parte di una continuità progettuale. In strumenti di questo tipo il design non è un rivestimento: è il modo in cui il produttore rende più accessibile una tecnologia complessa.

Il contesto FARO CREAFORM

Il nome FARO CREAFORM nasce dalla riorganizzazione delle attività di FARO Technologies e Creaform, entrambe parte di AMETEK. Nel 2025 AMETEK ha completato l’acquisizione di FARO Technologies, portando FARO accanto a Creaform e Virtek nella divisione Ultra Precision Technologies.

Nel 2026 FARO e Creaform hanno annunciato una nuova struttura con due unità: FARO CREAFORM, dedicata a misurazione 3D, metrologia portatile e automatizzata per produzione e manutenzione, e FARO INSIGHT, dedicata all’acquisizione digitale della realtà per edilizia, sicurezza pubblica e geospaziale. FARO CREAFORM opera con sedi a Lévis, Québec, e Lake Mary, Florida, e riunisce l’esperienza di FARO nella misurazione 3D con le soluzioni di Creaform nella metrologia portatile.

Questo contesto è utile per capire perché HandySCAN 3D EVO viene presentato non solo come nuovo scanner, ma come parte di una piattaforma più ampia: hardware portatile, software metrologico, ispezione, reverse engineering, servizi e supporto.

Dove si colloca HandySCAN 3D EVO

HandySCAN 3D EVO si colloca tra gli strumenti destinati a chi deve misurare pezzi reali in ambienti non sempre controllati come un laboratorio. Automotive, aerospazio, manifattura generale, attrezzature, stampi, manutenzione, produzione additiva e controllo qualità sono i contesti in cui uno scanner 3D portatile di livello metrologico trova maggiore utilità.

Il punto non è solo acquisire una forma. Il valore sta nel trasformare l’oggetto fisico in dati utilizzabili: mesh, confronto CAD, report di ispezione, analisi delle deviazioni, file per reverse engineering o documentazione tecnica. Per un’azienda che stampa in 3D componenti funzionali, questa catena può ridurre i tempi di verifica e rendere più stabile il passaggio dal prototipo al pezzo controllato.

Un premio che parla di uso quotidiano

Il Red Dot assegnato a HandySCAN 3D EVO premia il design, ma in questo caso il design coincide con la qualità dell’esperienza d’uso. Schermo integrato, pulsanti fisici, fotocamera, AR, indicatori di distanza, corpo compatto, impugnatura e connettività wireless sono soluzioni che cercano di semplificare un lavoro tecnico: acquisire dati 3D accurati in modo ripetibile.

Per chi segue la stampa 3D, la notizia è rilevante perché conferma quanto la metrologia stia diventando parte del processo produttivo additivo. Stampare un componente è solo una fase. Misurarlo, confrontarlo, documentarlo e correggere il processo sono passaggi che determinano se quel pezzo può restare un prototipo o diventare un componente industriale.

HandySCAN 3D EVO non è quindi solo uno scanner premiato per la sua forma. È un esempio di come gli strumenti di misura stiano diventando più integrati, più leggibili per l’operatore e più adatti alla realtà delle officine dove stampa 3D, CAD, controllo qualità e reverse engineering lavorano sempre più nello stesso flusso.

Di Fantasy

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