Additive Manufacturing Austria (AM Austria) e il format Industry Meets Makers hanno avviato nel 2026 una challenge dedicata alla misurazione e alla visualizzazione dell’impronta di CO₂ dei componenti prodotti tramite manifattura additiva, con l’obiettivo di rendere tracciabili le emissioni lungo l’intera catena di processo. L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui la stampa 3D è sempre più utilizzata per alleggerire i componenti, ridurre sprechi di materiale e ottimizzare geometrie, ma in cui manca ancora uno strumento diffuso e standardizzato per quantificare e confrontare gli impatti ambientali tra diverse tecnologie, materiali e scenari produttivi.
Obiettivo della challenge: una soluzione digitale per il calcolo del carbon footprint dei componenti AM
La challenge lanciata da AM Austria e Industry Meets Makers mira a sviluppare un prototipo, un’applicazione interattiva o un concept robusto che consenta di calcolare e rendere comprensibile l’impronta di CO₂ dei componenti realizzati con tecnologie di additive manufacturing, considerando non soltanto il pezzo finito ma tutte le fasi che portano dal modello digitale al componente pronto all’uso. L’idea centrale è mettere a disposizione di progettisti, responsabili di produzione e figure aziendali dedicate alla sostenibilità uno strumento che permetta di valutare in tempo quasi reale l’effetto di diverse scelte di progetto e di processo sulle emissioni, per integrare la dimensione climatica nelle decisioni quotidiane di sviluppo prodotto.
Target: makers, start‑up, studenti e professionisti della sostenibilità
La call di AM Austria e Industry Meets Makers è volutamente aperta a un ampio spettro di partecipanti, includendo makers, studenti, start‑up, sviluppatori, designer, ingegneri e professionisti che operano nei campi della sostenibilità e della valutazione del ciclo di vita. Questa impostazione punta a favorire la contaminazione tra il know‑how tecnico sulla manifattura additiva, le competenze di sviluppo software e interfacce utente e l’esperienza di chi si occupa di carbon accounting, LCA (Life Cycle Assessment) e reporting ambientale, creando team in grado di coprire l’intera catena del valore, dal dato tecnico alla rappresentazione decision‑ready.
Dati richiesti: materiali, parametri di processo, energia e logistica
Il brief della challenge specifica che la soluzione dovrà tenere conto di molteplici fattori, tra cui la scelta del materiale, l’orientamento del pezzo in macchina, la densità di riempimento, la strategia di supporti, il grado di saturazione del volume di costruzione, il consumo energetico delle macchine, le operazioni di post‑processing e gli spostamenti logistici associati. È previsto che il modello di calcolo colleghi i dati operativi (ad esempio kWh consumati, kg di materia prima, distanze di trasporto e tipologia di mezzo) a fattori di emissione standardizzati, così da ottenere indicatori comparabili come kgCO₂e per pezzo o per lotto, con possibilità di distinguere tra materiali differenti e mix energetici diversi.
Visualizzazioni: dashboard, heatmap e confronti di scenario
La challenge chiede espressamente che i risultati non si limitino a un semplice numero di CO₂ per componente, ma che vengano presentati tramite visualizzazioni intuitive come dashboard, heatmap o mappe di processo, che rendano immediatamente chiara la ripartizione delle emissioni tra le varie fasi. Tra le funzionalità richieste rientra la possibilità di confrontare diversi scenari di produzione – ad esempio variando il layout di nidificazione dei pezzi nel volume di costruzione, modificando parametri di stampa o sostituendo un materiale con un altro – così da evidenziare in modo visivo le opzioni a minore impatto climatico e supportare decisioni basate sui dati.
Integrazione di raccomandazioni basate su dati e intelligenza artificiale
Nel brief viene lasciata aperta la possibilità di integrare raccomandazioni automatiche per la riduzione delle emissioni, ad esempio tramite algoritmi che suggeriscano combinazioni più efficienti di orientamento, infill, spessore di parete, densità di supporti o configurazioni di batch in funzione del profilo energetico delle macchine e del mix elettrico. L’inclusione di metodi di intelligenza artificiale o di ottimizzazione multi‑obiettivo è coerente con altri lavori che combinano design generativo, valutazione ambientale e simulazione strutturale, dove l’algoritmo esplora migliaia di varianti per identificare soluzioni che rispettano vincoli meccanici e riducono al tempo stesso massa, consumo di materiale ed energia.
Un’iniziativa inserita nel Twin City Future Innovation Manufacturing Hub
Il bootcamp associato alla challenge è strutturato come un format transfrontaliero nell’ambito del Twin City Future Innovation Manufacturing Hub, che coinvolge partner istituzionali e industriali dell’area Vienna‑Bratislava. L’iniziativa rientra nei progetti cofinanziati dall’Interreg Slowakei‑Österreich e dal Fondo europeo di sviluppo regionale, con l’obiettivo di creare casi d’uso concreti in cui la manifattura additiva e le tecnologie digitali contribuiscano sia alla competitività industriale sia al raggiungimento degli obiettivi climatici regionali, includendo PMI, centri di ricerca e soggetti pubblici.
Trend di settore: perché la tracciabilità del carbon footprint è centrale nell’additive manufacturing
Negli ultimi anni diversi studi e progetti europei hanno mostrato che la stampa 3D può portare a riduzioni significative delle emissioni lungo il ciclo di vita dei prodotti – ad esempio riducendo il peso di componenti per aerospazio, eolico o trasporto – ma che l’effettivo vantaggio dipende in modo critico da parametri come il mix energetico, l’efficienza delle macchine, i tassi di scarto e la logistica. La formalizzazione e la digitalizzazione del calcolo del carbon footprint dei componenti AM, come proposto dalla challenge di AM Austria, rappresentano quindi un passo importante per trasformare la sostenibilità da claim generico a dato misurabile, in linea con le richieste emergenti di standardizzazione, rendicontazione ESG e tassonomia europea per le attività industriali a basse emissioni.
