La svizzera SWISSto12 ha assegnato al consorzio tedesco HPS/LSS un contratto per realizzare un grande sottosistema di riflettore dispiegabile destinato alla missione NEASTAR-1, basata sulla piattaforma satellitare HummingSat. Il sistema, indicato come LDRS — Large Deployable Reflector Subsystem — opererà in banda L e verrà aperto in orbita dopo il lancio. Il riflettore avrà un diametro di circa 5 metri e includerà anche il braccio di dispiegamento e i sottosistemi collegati.
Il progetto è rilevante per la stampa 3D perché HummingSat nasce anche attorno alle tecnologie RF additivamente prodotte di SWISSto12. L’azienda sviluppa componenti radiofrequenza, payload e sistemi satellitari usando tecnologie brevettate di stampa 3D per ottenere componenti più compatti, leggeri e adatti alle architetture moderne dei satelliti per telecomunicazioni.
Perché un grande riflettore su un satellite compatto
A prima vista può sembrare una contraddizione: HummingSat è una piattaforma geostazionaria compatta, ma NEASTAR-1 userà un riflettore dispiegabile di grandi dimensioni. In realtà è proprio questo l’equilibrio tecnico del progetto. Il satellite resta piccolo rispetto ai grandi GEO tradizionali, ma l’antenna viene ripiegata per il lancio e poi aperta nello spazio, dove può offrire una superficie utile molto maggiore.
Il riflettore serve a concentrare e dirigere il segnale radio. Nelle comunicazioni satellitari, soprattutto quando si vuole raggiungere dispositivi terrestri con antenne piccole, la dimensione e la qualità dell’antenna spaziale contano molto. Un satellite geostazionario si trova a circa 36.000 chilometri dalla Terra: la distanza è grande, ma l’orbita consente al satellite di restare apparentemente fisso rispetto a una regione. Per servizi regionali, broadcasting, emergenza e copertura continua, questa caratteristica può essere un vantaggio rispetto a costellazioni composte da molti satelliti in orbita bassa.
NEASTAR-1 e i servizi direct-to-device
La missione NEASTAR-1 è stata commissionata da Astrum Mobile, società con sede a Singapore e nelle Filippine, che ha scelto SWISSto12 per costruire un satellite GEO dedicato a servizi direct-to-device basati su standard 5G NTN, cioè reti non terrestri. Astrum Mobile indica l’orbita a 105 gradi Est come posizione prevista, con copertura sull’area Asia-Pacifico.
L’obiettivo è fornire servizi verso smartphone e dispositivi intelligenti standard, senza richiedere terminali satellitari dedicati. Tra le applicazioni indicate da Astrum Mobile compaiono media broadcasting, data casting, IoT, notifiche di massa e servizi di emergenza. La scelta della banda L viene collegata anche alla continuità del servizio in condizioni meteo difficili, un punto utile per comunicazioni di sicurezza e allerta in aree soggette a disastri naturali.
Il punto non è trasformare un singolo satellite GEO in una copia delle grandi costellazioni LEO. L’architettura è diversa. Un satellite in orbita bassa passa sopra una zona per un tempo limitato e richiede una rete di satelliti per dare copertura continua. Un satellite GEO resta fisso su una regione e può fornire servizi persistenti su una grande area. Per il direct-to-device, questa differenza può aprire modelli diversi: meno satelliti, copertura regionale stabile, maggiore dipendenza dalla potenza e dall’antenna del satellite.
Il ruolo di HPS e LSS
Il consorzio scelto da SWISSto12 riunisce due aziende tedesche specializzate in strutture spaziali: HPS GmbH e Large Space Structures GmbH, nota come LSS. HPS ha sede a Monaco di Baviera ed è attiva nei sottosistemi per missioni spaziali, mentre LSS è specializzata in grandi strutture dispiegabili, in particolare antenne e riflettori. Nel progetto NEASTAR-1, il consorzio fornirà il sottosistema LDRS che dovrà essere integrato sulla piattaforma HummingSat.
HPS e LSS non arrivano da un esperimento isolato. La tecnologia dei grandi riflettori dispiegabili europei ha una storia di sviluppo pluriennale legata ai programmi ESA ARTES, alle attività ESA per l’osservazione della Terra e al programma europeo Horizon 2020. SWISSto12 indica oltre 15 anni di sviluppo alla base di questa soluzione.
HPS e LSS lavorano anche su riflettori dispiegabili per missioni di osservazione della Terra, come i programmi collegati a CIMR e ROSE-L. Nella documentazione HPS, il progetto CIMR-LDRS prevede un riflettore da 8 metri, un braccio da 8 metri e applicazioni dalla banda L fino alla banda Ka. Questo contesto aiuta a capire perché SWISSto12 abbia scelto un partner europeo già impegnato su strutture spaziali dispiegabili di grande dimensione.
HummingSat: un GEO piccolo, non un CubeSat
HummingSat non va confuso con un nanosatellite. È un satellite geostazionario compatto, con massa intorno ai 1.000 kg, progettato per missioni commerciali e governative in orbita GEO. ESA descrive la piattaforma come una linea di satelliti geostazionari di piccola taglia, pensata per ridurre costi di produzione e lancio, consentire missioni regionali più mirate e sostituire satelliti anziani senza dover sempre ricorrere a piattaforme GEO da molte tonnellate.
Le dimensioni sono molto inferiori rispetto a un satellite geostazionario convenzionale. ESA indica un volume di circa un metro cubo, pari a circa un decimo del volume di un satellite GEO tradizionale, con una potenza di payload nell’ordine dei 2 kW. Questa compattezza è resa possibile anche dall’uso di apparati radiofrequenza additivamente prodotti e da un’architettura più modulare.
La piattaforma è sviluppata da SWISSto12 con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea attraverso il programma ARTES Partnership Projects. In questo modello, ESA condivide una parte del rischio di sviluppo, mentre il partner industriale sostiene il rischio commerciale. I Paesi partecipanti citati da ESA includono Svizzera, Austria, Canada, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna e Svezia.
Dove entra la stampa 3D
SWISSto12 è nota nel settore spaziale per componenti RF stampati in 3D, come filtri, accoppiatori, reti in guida d’onda e assemblaggi per payload satellitari. La stampa 3D consente di produrre geometrie interne complesse, ridurre assemblaggi, integrare funzioni e accorciare alcuni passaggi produttivi. Nei sistemi radiofrequenza questo può essere utile perché anche piccole perdite, imperfezioni o discontinuità meccaniche possono influenzare la prestazione del segnale.
Per HummingSat, la stampa 3D non è un elemento decorativo o una semplice scelta di produzione. Fa parte della logica del satellite: ridurre massa e ingombri, semplificare componenti RF complessi e permettere payload più compatti. SWISSto12 dichiara che le sue tecnologie brevettate di stampa 3D e i relativi progetti RF aiutano a ottenere funzionalità radiofrequenza leggere, compatte e competitive.
Nel caso di NEASTAR-1, la parte visibile della notizia è il grande riflettore dispiegabile; la parte meno evidente è l’integrazione tra antenna, payload RF, piattaforma compatta e missione direct-to-device. Un grande riflettore senza un payload adeguato non basta. Un payload compatto senza un’antenna capace di irradiare verso dispositivi terrestri piccoli non basta. Il valore tecnico nasce dall’insieme.
Perché la banda L è importante
La banda L è usata da tempo per comunicazioni mobili satellitari, servizi marittimi, aeronautici, sicurezza e applicazioni dove la robustezza del collegamento conta più della larghezza di banda estrema. Rispetto a frequenze più alte, la banda L può offrire maggiore tolleranza a pioggia e condizioni atmosferiche difficili. Per servizi di emergenza, allerta pubblica e copertura in regioni remote, questa caratteristica è utile.
Astrum Mobile collega NEASTAR-1 a servizi come media, data casting, IoT, notifiche di massa ed emergenza. In aree dell’Asia-Pacifico dove tifoni, terremoti, alluvioni e interruzioni delle reti terrestri possono creare problemi di comunicazione, una piattaforma satellitare regionale può fornire un canale complementare. Non sostituisce le reti mobili terrestri, ma può offrire resilienza quando l’infrastruttura a terra è danneggiata o non disponibile.
Europa, Germania e sovranità tecnologica
Il contratto tra SWISSto12 e HPS/LSS ha anche un significato industriale. Il sottosistema antenna sarà sviluppato in Europa per una missione commerciale GEO. Il contratto NEASTAR-1-LDRS è cofinanziato da ESA, con finanziamento principale dalla German Space Agency all’interno del DLR, il Centro Aerospaziale Tedesco, e ulteriori contributi da altri Stati membri ESA.
SWISSto12 indica che, dall’avvio del programma HummingSat, l’azienda ha ampliato la propria impronta industriale in Germania. Nella filiera tedesca collegata a HummingSat compaiono anche ASP, AST, DLR, Tesat, Thales Germany, Jena-Optronik e Rockwell Collins Germany.
Questo aspetto va letto nel contesto della sovranità spaziale europea. Disporre di piattaforme GEO compatte, payload RF avanzati, antenne dispiegabili e una catena di fornitura regionale significa ridurre la dipendenza da fornitori esterni in settori come comunicazioni sicure, servizi governativi, broadcasting, emergenza e connettività critica.
Un’alternativa alle grandi piattaforme GEO tradizionali
I satelliti geostazionari tradizionali sono spesso grandi, costosi e progettati per missioni molto ampie. HummingSat propone un modello diverso: piattaforme più piccole, missioni regionali, costi più contenuti, possibilità di lanci condivisi e tempi di sviluppo più agili. ESA indica tra gli obiettivi proprio la riduzione dei costi di produzione e lancio, la possibilità di sostituire satelliti anziani e la creazione di missioni regionali più mirate.
Questo non significa che i grandi GEO spariranno. Per alcune missioni servono ancora piattaforme ad alta potenza e grande capacità. Ma esiste uno spazio di mercato tra i grandi satelliti geostazionari e le costellazioni LEO: servizi regionali, capacità incrementale, coperture dedicate, comunicazioni governative e sostituzione di asset obsoleti. HummingSat si posiziona proprio in questa fascia.
SWISSto12 ha già ottenuto ordini per satelliti HummingSat da operatori importanti. La società è stata scelta da Intelsat per il satellite Intelsat 45, destinato a servizi media e network in banda Ku, e da Viasat/Inmarsat per tre satelliti Inmarsat-8 in banda L dedicati a resilienza, sicurezza ed emergenza.
NEASTAR-1 come quinto satellite della linea HummingSat
Astrum Mobile ha indicato NEASTAR-1 come il quinto satellite della linea HummingSat. Questo dato è importante perché mostra che la piattaforma non è più soltanto un progetto dimostrativo. La presenza di clienti come Intelsat, Viasat/Inmarsat e Astrum Mobile suggerisce un interesse commerciale per satelliti GEO più piccoli ma capaci di svolgere missioni operative reali.
Il contratto con HPS/LSS aggiunge un pezzo alla maturazione della piattaforma: non solo il satellite compatto, non solo il payload RF stampato in 3D, ma anche un’antenna dispiegabile europea adatta a servizi direct-to-device. In una missione di questo tipo, il successo dipende dall’integrazione tra struttura, RF, termica, controllo d’assetto, dispiegamento, potenza e software di bordo.
La difficoltà di un riflettore dispiegabile
Un riflettore dispiegabile spaziale deve essere leggero, rigido quando aperto, preciso nella forma e affidabile nel meccanismo di apertura. Durante il lancio resta ripiegato e deve sopportare vibrazioni, carichi e ambiente meccanico severo. Una volta in orbita, deve aprirsi correttamente e mantenere la geometria richiesta per il puntamento e la qualità del segnale.
Qui non c’è molto margine per correzioni manuali. Un’antenna che non si apre bene può compromettere la missione. Una superficie non abbastanza precisa può ridurre guadagno, efficienza o qualità del fascio. Per questo i sistemi LDRS richiedono anni di sviluppo, test di dispiegamento, prove termiche, vibrazionali, RF e verifiche a terra. La documentazione HPS sui programmi LDRS cita campagne di test su dispiegamento, accuratezza superficiale, termica, vibrazioni e prestazioni RF per modelli dimostrativi e di qualifica.
Un sistema GEO per comunicare con dispositivi comuni
Il punto più interessante di NEASTAR-1 è l’ambizione di arrivare a dispositivi comuni. Per decenni le comunicazioni satellitari mobili hanno richiesto terminali dedicati, antenne specifiche o apparati con potenza e sensibilità adatte. Il direct-to-device punta invece a usare smartphone e smart device già diffusi, sfruttando standard 3GPP NTN e architetture satellitari più adatte a dialogare con dispositivi terrestri piccoli.
In questo scenario, la sfida non è solo spaziale. Serve coordinamento con operatori mobili, standard, regolatori, produttori di chip, spettro radio, gestione del traffico e modelli di servizio locali. Astrum Mobile dichiara l’intenzione di collaborare con partner locali nei singoli Paesi per sviluppare servizi su misura.
Cosa cambia per la manifattura additiva spaziale
Per chi segue la stampa 3D, il progetto è interessante perché mostra un uso ormai maturo della manifattura additiva nello spazio. Non si parla di un componente dimostrativo stampato per prova, ma di una filiera in cui i componenti RF additivi sono parte della proposta industriale di un produttore di satelliti GEO. SWISSto12 produce componenti RF qualificati per lo spazio e dichiara applicazioni da LEO a GEO.
La stampa 3D permette di ripensare componenti in guida d’onda, filtri, coupler e reti RF con forme più integrate. In un satellite compatto, ogni grammo e ogni centimetro cubo contano. Ridurre parti, viti, interfacce e assemblaggi può aiutare non solo la massa, ma anche la ripetibilità produttiva e i tempi di integrazione.
Il finanziamento ESA e la crescita di SWISSto12
A gennaio 2026 SWISSto12 ha annunciato 73 milioni di euro di supporto finanziario da Stati membri ESA attraverso il progetto HummingSat ARTES. L’azienda ha indicato anche finanziamenti da investitori privati europei nella seconda metà del 2025, portando il totale raccolto oltre 100 milioni di euro. Questi fondi servono ad accelerare sviluppo, industrializzazione, capacità produttiva e nuove tecnologie di payload.
La stessa SWISSto12 si presenta come produttore di componenti RF, payload e sistemi satellitari avanzati, con HummingSat sviluppato in collaborazione con ESA. L’azienda è nata nel 2011 come spin-off dell’EPFL, il Politecnico Federale di Losanna, e ha costruito il proprio posizionamento su componenti radiofrequenza ad alte prestazioni, anche grazie alla stampa 3D.
Un progetto da seguire senza slogan
Il contratto con HPS/LSS non va letto come un singolo ordine per un componente. È un tassello di una strategia più ampia: costruire in Europa satelliti GEO compatti, con payload RF avanzati, componenti stampati in 3D e sottosistemi dispiegabili per nuove applicazioni di comunicazione.
NEASTAR-1 dovrà dimostrare se una piattaforma GEO compatta può offrire servizi direct-to-device in banda L con copertura regionale e continuità operativa. HPS/LSS porterà la parte del grande riflettore dispiegabile; SWISSto12 integrerà il tutto sulla piattaforma HummingSat; Astrum Mobile userà la missione per servizi verso dispositivi comuni nell’Asia-Pacifico.
Per la stampa 3D, il messaggio è chiaro: la manifattura additiva nello spazio non è più solo alleggerimento o prototipazione. Nel caso SWISSto12, entra nel cuore della radiofrequenza satellitare e contribuisce a rendere praticabile una classe di satelliti GEO più piccoli, più mirati e più adatti a missioni commerciali specifiche.
